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Cagliari

Carloforte, nonostante vento e onde la mattanza secondo tradizione

Simone Repetto
Carloforte, nonostante vento e onde la mattanza secondo tradizione

La pesca del tonno nell'impianto a mare di porto Paglia ha fruttato 27 esemplari da un quintale e mezzo ciascuno

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CARLOFORTE. Si è svolta sabato mattina la prima e probabilmente unica mattanza stagionale nelle tonnare del Sulcis. Come negli anni scorsi (ma non durante il Girotonno), è stata compiuta nell'impianto a mare di Porto Paglia, gestito dalla società Tonnare Sulcitane, in collaborazione con la Consociazione Tonnare Sarde (responsabile delle altre due tonnare di Portoscuso e dell'Isola Piana).

Scarno il bottino in termini numerici (solo 27 prede), ma importante considerando il peso medio dei tonni rossi catturati, di circa un quintale e mezzo ciascuno. Mattanza di fine stagione non facile, in quanto tonnarotti e rais hanno operato confrontandosi con un allegro vento da maestrale e onda formata, che hanno fatto ballare non poco le imbarcazioni disposte intorno alla famosa "camera della morte", come si chiama l'ultima di un lungo reticolato in cui i tonni vengono fatti passare con l'ausilio dei sub.

Gli esemplari finiti a pagliolo, sono stati sbarcati negli antichi stabilimenti della Punta, nell'isola di San Pietro, per poi essere smistati a seconda delle esigenze. E' ciò che rimane di un'antica tradizione quasi estinta, visto che quasi tutti i tonni presi dalle tonnare, da un lustro, finiscono vivi dentro i gabbioni galleggianti affiancati alle tonnare dell'Isola Piana e Portoscuso, per poi essere rimorchiati a lento moto negli allevamenti marini a Malta e venduti ai mercati internazionali a richiesta.

I tonnarotti, attendono che il maestrale si plachi per compiere gli ultimi trasferimenti dei preziosi tonni "di corsa" dentro le gabbie, così da raggiungere la quota di pesca annuale assegnata dal Ministero delle politiche agricole e forestali alle tre tonnare sarde, pari a 232 tonnellate. Un livello considerato dagli imprenditori ancora non sufficiente a svolgere più mattanze, circostanza che garantirebbe maggiore occupazione e materia prima disponibile per lavorazioni (anche delle interiora, tra cui le preziose uova, divenute merce rara), manifestazioni (al Girotonno, oltre al tonno di tonnara rimasto immagliato, è stato servito anche tonno in scatola) e nelle pescherie locali, dove, vista la penuria di tonno rosso locale, negli ultimi anni si vende a caro prezzo quello proveniente da altri sistemi di pesca.

Un paradosso, poiché nel 2008 (ultimo anno con quattro tonnare in pesca, considerando Cala Vinagra) e nel 2009, le tonnare hanno potuto pescare in maniera tradizionale appena 150 tonnellate concesse dalla quota nazionale, senza chiudere bottega. E nel 2010 si fecero ben venti mattanze in totale. Ma oggi, evidentemente, il sistema delle gabbie appare decisamente più profittevole e meno dispendioso sotto vari aspetti per i gestori rispetto al passato, a prescindere dalla quota concessa, che nel 2017 salirà ulteriormente a 280 tonnellate.

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