Muravera: bruciano la barca di un imprenditore, è il secondo attentato in un mese
All'uomo, originario di Tertenia, è stato distrutto col fuoco anche il chiosco bar sul mare che doveva essere inaugurato pochi giorni dopo
MURAVERA. Ancora nel mirino dei piromani Giampaolo Floris, imprenditore incensurato di 49 anni, originario di Tertenia e residente a Muravera.
Ieri venerdì 1 luglio 2016 gli incendiari, dopo averla cosparsa di liquido infiammabile, hanno appiccato il fuoco ad una barca in vetroresina della lunghezza di 4,30 metri, non di sua proprietà, della quale tuttavia aveva la piena disponibilità, che era poggiata su cavalletti in un terreno attiguo alla strada che si dirama dalla vecchia statale 125, bivio per Torre Salinas, che conduce allo stagno di Colostrai e alla peschiera omonima in uso alla cooperativa pescatori San Giovanni.
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Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco del distaccamento fisso di San Vito il cui tempestivo intervento ha evitato che si propagasse nei terreni circostanti. Sul posto si sono precipitati i carabinieri della stazione di Muravera e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Vito che hanno avviato le indagini per identificare i piromani e scoprire il movente.
L’attività investigativa è coordinata dal capitano Stefano Colantonio comandante della compagnia di San Vito e dal brigadiere Graziano Lusso, comandante ad interim della stazione di Muravera. L’imprenditore di origine ogliastrina ha subito un altro attentato incendiario nella notte tra il 10 e l’11 giugno 2016. Ignoti, dopo averla dopo averlo cosparso di liquido infiammabile, gli incendiarono lo scheletro in legno dell’erigendo chiosco bar “ Il moro “ ubicato ella spiaggia di Cristolu Axedu, nel litorale di Muravera.
I piromani, nonostante le indagini serrate, non sono stati ancora identificati. Gli investigatori nonostante abbiano indagato a 360 gradi non hanno raccolto finora alcun elemento utile per la loro identificazione. L’imprenditore pur avendo collaborato non avrebbe fornito alcun elemento utile per indirizzare le indagini. Giampaolo Floris si sarebbe, infatti, limitato a dire “non ho nemici, non ho mai subito intimidazioni e non riesco a spiegarmi il perché”.
I carabinieri ritengono che i due episodi siano collegati e non escludono che l’incendio della barca possa essere un ulteriore atto intimidatorio o una vendetta.
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