Carloforte, suggestioni fotografiche sul lungomare
Chiude la mostra dell'artista francese Thierry Kornazewsky che vive ormai per metà dell'anno nell'isola tabarchina
CARLOFORTE. Si chiude domani (domenica 4 settembre 2016) la mostra artistica Enosim (antico nome con cui i fenici chiamavano l'isola di San Pietro).
Curata da Thierry Konarzewski, sul fronte del porto la rassegna ha mostrato una serie di pannelli fotografici in cui l'artista francese, da tempo innamorato dell'isola tabarchina al punto da viverci stabilmente per alcuni periodi dell'anno, ha immortalato oggetti di scarto rappresentandoli sotto una nuova luce.
"I nostri rifiuti hanno un'anima, sono di una bellezza pericolosa. Ci sopravvivranno", è la frase emblematica con cui ha voluto riassumere il suo lavoro, frutto di anni di meticolose osservazioni e rendez-vous presso le coste isolane, alla ricerca dei rifiuti portati dal mare o abbandonati dall'uomo, e di come possono porsi agli occhi di un attento e fantasioso osservatore. "Alcuni sono ancora lì, dove gli avevo fotografati", ha detto Thierry, "ed è come se avessero un'anima e volessero testimoniare, con la loro unicità, il tempo che stiamo vivendo".
Ecco contenitori in plastica che ricordano i volti di antiche sculture, o altri imballaggi rovinati dalle intemperie che sembrano prender vita in una qualche sembianza umana o naturale. Visioni e suggestioni colte dall'obiettivo di una fotocamera che, ad un occhio distratto, nei luoghi in cui sono stati rinvenuti, passerebbero inosservate.
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