La Nuova Sardegna

Cagliari

Cagliari, conciliazione vita-lavoro: per le donne è ancora un'acrobazia

Il costituzionalista Pietro Ciarlo interviene in un dei dibattiti di "Sui generis"
Il costituzionalista Pietro Ciarlo interviene in un dei dibattiti di "Sui generis"

"Sui generis" seminario di formazione sulle pari opportunità si è concluso con una tavola rotonda su leggi e buone pratiche per una più favorevole gestione di famiglia e attività professionale. La toccante testimonianza di una professionista caregiver del marito

11 settembre 2016
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CAGLIARI. Conciliazione vita e lavoro il tema della tavola rotonda di chiusura del convegno “Sui generis” organizzato con cadenza annuale dagli Ordini dei medici, degli avvocati e degli psicologi per promuovere la formazione dei diversi professionisti sui molti aspetti del grande tema delle pari opportunità.

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La conciliazione della professione e dei tempi della vita è un argomento forte nella costruzione dei percorsi di pari opportunità uomo-donna. Psicologi, avvocati, medici, docenti universitari hanno portato il loro contributo per fare il punto sulla situazione legislativa, sulle buone pratiche e sugli obbiettivi da raggiungere per arrivare un passo dopo l’altro a una soddisfacente conciliazione della professione con i vari momenti della vita di una persona, uomo o donna.

Negli interventi è emerso con chiarezza che il problema è vissuto nella maggior parte dei casi dalle donne, il lavoro femminile è ancora troppo spesso percepito come una condizione accessoria, gli sviluppi di carriera delle donne restano condizionati dalle scelte a volte obbligate nella conciliazione della vita familiare con quella professionale. Qualche intervento legislativo è entrato nella vita lavorativa degli italiani, ordini professionali e comitati di parità di vari ambiti stanno imprimendo spinte continue per arrivare nel tempo a una legislazione più attenta ai problemi concreti della vita quotidiana.

Alla tavola rotonda sono intervenuti la psicologia sociale docente universitaria a Milano-Bicocca, Elisabetta Camussi, la psicologa-psicoterapeuta Dominella Quagliata, le avvocate Maria Masi e Stella Ciarletta, due medici, Giuseppina Onotri e Maria Antonella Arras, uno statistico, il vicerettore vicario dell’Università di Cagliari Francesco Mola.

Mola ha descritto l’attività promossa dall’ateneo cagliaritano per rimuovere gli ostacoli che impediscono la progressione di carriera dei docenti e dei ricercatori donna, una politica che è entrata nel piano strategico dell’ateneo.

Nei vari interventi (Camussi, Quagliata, Onotri, Arras), si è dimostrato come la conciliazione sia ancora un’acrobazia quotidiana tutta al femminile, con un non irrilevante carico di stress personale. Una difficoltà che è emersa con molta forza è la difficoltà della conciliazione col lavoro quando la persona (molto spesso ancora una volta donna) deve prendersi cura di un malato o di un disabile. Un professionista che sia anche caregiver deve misurarsi con problemi enormi, d’altro canto una persona che è caregiver di professione viene continuamente sottovalutata. La burocrazia si rivela un grande nemico anche quando si parla di conciliazione vita-lavoro.

Di notevole impatto è stata la testimonianza di una professionista: medico, responsabile di un’attività, è diventata caregiver di un familiare e si è scontrata con gli immensi problemi legati all’assistenza di un malato non autosufficiente.

Masi e Ciarletta hanno messo in evidenza come il welfare in Italia sia modellato sul lavoro dipendente, gli organi di rappresentanza delle categorie dei professionisti hanno cominciato a elaborare proposte che a poco a poco hanno portato a possibilità come l’indennità di maternità per le avvocate. Ancora lontane dal traguardo le donne medico che lavorano in regime di convenzione

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