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Cagliari

Aerospazio, la Sardegna pronta a lavorare sul progetto per andare su Marte

Il pianeta Marte
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Il pianeta Marte

Il Distretto aerospaziale sardo è adesso titolare dei brevetti per la realizzazione di mattoncini utilizzando materiale marziano e per ottenere sul pianeta rosso ossigeno, acqua, fertilizzanti, propellenti e biomassa che sia commestibile

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CAGLIARI. Negli Stati Uniti si progetta il Mars Vehicle, il vettore che dovrà raggiungere Marte, come ha annunciato l'imprenditore Elon Musk all'International Astronautical Congress tenutosi a Guadalajara in Messico. L'imprenditore ha accompagnato l'annuncio con l'indicazione della successiva necessità relativa alla realizzazione del vettore: pensare a come sopravvivere sul pianeta rosso.

Una prima risposta gli può arrivare già dalla Sardegna. Saranno d’aiuto le tecnologie brevettate da ricercatori dell’Università di Cagliari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna che, sotto il coordinamento di Giacomo Cao presidente del Dass, il distretto aerospaziale sardo, hanno sviluppato, nell’ambito del progetto Cosmic, due interessanti processi che consentono rispettivamente di ottenere elementi strutturali, “mattoncini”, impiegando suolo marziano, e di garantire il sostentamento di missioni umane utilizzando le risorse disponibili sul pianeta per ottenere ossigeno, acqua, fertilizzanti, propellenti e biomassa edibile.

I due sistemi sono stati brevettati, o stanno per esserlo, in Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Cina, Giappone, Russia e naturalmente Italia. In questi giorni, attorno ai due progetti c'è un'ulteriore novità che li rende disponibili sul mercato mondiale: la quota dei diritti sui due brevetti di proprietà dell’Università di Cagliari, pari rispettivamente al 50 e al 30%, è transitata, per il tramite degli inventori dipendenti dell’Ateneo, dalla stessa Università al Dass, Distretto AeroSpaziale della Sardegna.

Questa cessione dà gambe alla possibilità di sfruttare e commercializzare le due tecnologie e offre un'opportunità importante al Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (di cui il Dass è socio) perché il Centro, per la prima volta in Italia, si è dato l'obbiettivo di lavorare sulla possibilità che l'uomo vada su Marte.

Il Dass (http://www.dassardegna.eu), società consortile a responsabilità limitata costituita il 15 ottobre 2013, è partecipata al momento da sei soci pubblici e diciannove privati tra i quali si annoverano Avio SpA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali e Vitrociset SpA.

Tra le attività del Dass lo sviluppo di nuove tecnologie per l’esplorazione robotica e umana di Luna, Marte e Asteroidi, incluse le implicazioni biologiche e mediche e le sperimentazioni su volo parabolico e stazione spaziale orbitante.

 “La creazione di una task force nazionale per l’esplorazione dello spazio finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana e/o dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali ovvero dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio - ha detto il presidente del Dass Giacomo Cao - che metta a sistema tutte le competenze presenti nel Paese, non è più procrastinabile se si vuole contribuire nello scenario internazionale in un settore definito strategico per il futuro dell’umanità”

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