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Cagliari

Telefono azzurro, Sardegna seconda in Italia per le segnalazioni

Il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo
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Il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo

Per dire no alla violenza sull'infanzia la onlus sarà presente in 26 piazze dell'isola tra le quali piazza Italia a Sassari, via Lamarmora a a Nuoro e il centro commerciale Porta Nuova a Oristano

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CAGLIARI. Sardegna seconda, dopo il Lazio, per numero di segnalazioni che arrivano alle linee di Telefono Azzurro. Per dire "no" alla violenza sull'infanzia, sabato 19 e domenica 20 novembre la onlus sarà in 26 piazze dell'Isola (700 in tutta Italia) con l'iniziativa di raccolta fondi e sensibilizzazione, «Riaccendi l'Azzurro».

Tra le più importanti: piazza Italia a Sassari, via Lamarmora a Nuoro (fronte Chiesa delle Grazie), il Centro Commerciale Porta Nuova a Oristano.

In generale, il maggior numero di segnalazioni è concentrato in Nord Italia (44,5%), seguono il Sud e le isole (29,5%) e il Centro Italia (26%). In tutto il Paese, solo nell'ultimo anno (1/11/2015 - 31/10/2016) le linee di Telefono Azzurro hanno gestito, in media, quasi 4 casi al giorno per episodi di violenza e abuso (in totale 1402 casi, il 35,3% sul totale delle segnalazioni, pari a 3977).

Richieste di ascolto e di aiuto che per il 41,2% hanno riguardato bambini dagli 0 ai 10 anni, nel 32,1% preadolescenti (11-14 anni) e nel 26,8% adolescenti (15-17 anni). Il 26,4% dei casi ha riguardato, inoltre, episodi di abuso psicologico, il 26,2% abuso fisico e il 10,6% abuso sessuale.

Attraverso l'iniziativa nelle piazze, Telefono Azzurro vuole «riaccendere la luce della speranza attraverso due strumenti fondamentali: l'ascolto e l'intervento». «I dati che abbiamo a disposizione rappresentano una sottostima del fenomeno - ha dichiarato il presidente della onlus e docente di Neuropsichiatria Infantile, Ernesto Caffo - è ancora molto alto il numero dei casi che restano sommersi, ossia che non vengono denunciati. Per combattere il fenomeno le vittime devono essere aiutate a parlare, a superare timore e vergogna, genitori e insegnanti devono essere formati a riconoscere correttamente i fattori di rischio e i primi segnali di un disagio».

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