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Cagliari

Capo Sant'Elia, isola di San Pietro, Asinara: l'università studia l'erosione

Simone Repetto
Costa con frana alla Mezzaluna sull'isola di San Pietro
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Costa con frana alla Mezzaluna sull'isola di San Pietro

Un team del Dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell'Università di Cagliari dà il via a una ricerca sui fenomeni erosivi nelle coste sarde

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CARLOFORTE. Ha preso avvio uno studio scientifico sui fenomeni erosivi delle scogliere sarde, tra cui quelle dell'isola di San Pietro. Il progetto, curato da un team del Dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell'Università di Cagliari, si pone l'obiettivo di fornire risposte all'erosione costiera che interessa non solo i litorali bassi e sabbiosi, ma anche le scogliere alte sul mare e il loro grado di instabilità.

Tra queste, sono state selezionate, oltre a quelle della zona Conca - Mezzaluna nell'isola di San Pietro, le pareti calcaree di capo Sant'Elia, capo Falcone nel golfo dell'Asinara e Bonifacio.

La ricerca cercherà di fornire risposte anche sulla correlazione tra i cambiamenti climatici e i fenomeni erosivi e durerà tre anni, in base al progetto comunitario Maregot, che si occupa di studiare la gestione dei rischi erosivi costieri, presentato all'ultima conferenza sui cambiamenti climatici di Marrakech.

Come spiegato dai coordinatori, occorre avere l'esatta conoscenza del fenomeno per poi, eventualmente, poter pianificare idonei interventi, come la mitigazione del rischio frane, da parte degli enti preposti. La ricerca, prevede altresì studi sul moto ondoso, il livello delle acque marine e la topografia delle spiagge e delle coste alte, con l'utilizzo di tecniche avanzate di telerilevamento, di concerto con il Servizio regionale di tutela del suolo ed il servizio geologico dell'Arpas.

Nell'isola di San Pietro, nel corso degli ultimi decenni, l'erosione costiera ha interessato vasti tratti di litorale sabbioso esposti ad est, come al Giunco ed a Taccarossa. Ma non sono mancati fenomeni importanti lungo le coste rocciose a picco sul mare, con interi costoni caduti e molti a rischio frana, tra cui l'esempio più rilevante costituito dalle Colonne (monumento naturale regionale e simbolo di Carloforte), una sola della quali è rimasta in piedi. 

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