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Carloforte, a rischio i fondi regionali per la riqualificazione del porto

Carloforte
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E' ciò che emerge dalla rimodulazione del programma degli interventi contenuti nel Piano delle infrastrutture approvato dalla giunta Pigliaru il mese scorso, dove i lavori risultavano finanziati con un milione di euro

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CARLOFORTE. A rischio i fondi per completare la banchina portuale. E' ciò che emerge dalla rimodulazione del programma degli interventi contenuti nel Piano regionale delle infrastrutture, approvato dalla giunta regionale il mese scorso, dove i lavori portuali risultavano finanziati con un milione di euro. Si tratta del completamento dei banchinamenti interni del porto, con sistemazione pavimenti e arredi nell'ampio parcheggio fronte corso Battellieri, dall'imboccatura del canale delle saline fino al molo San Carlo e relativa vecchia banchina.

Secondo quanto riferito dall'esecutivo Pigliaru, così come per altri progetti, "si può procedere alla revoca dei finanziamenti, con copertura degli stessi a valere su altre fonti di finanziamento e all'individuazione di altri beneficiari". A portare a questa decisione, il forte ritardo nell'attuazione di un intervento ancora fermo alla fase progettuale, da parte del soggetto attuatore (il Comune di Carloforte), poiché le risorse stanziate (un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti) prevedono che i lavori si debbano chiudere entro il 2021.

In pratica, o si cambia marcia, procedendo speditamente con la progettazione ed appaltando i lavori (ma dovendo, a questo punto, contare su nuove risorse finanziarie), o il progetto può dirsi abbandonato, con tanti saluti alla necessità di ultimare un'area importante per la viabilità e il diporto nautico, oggi ancora allo stato grezzo, nell'ottica del miglioramento generale dei servizi portuali.

Questa idea progettuale è vecchia di un decennio. Fu infatti la giunta Soru, nel 2006, a finanziarla per la prima volta con due milioni e mezzo di euro, poi ridotti ad un milione. Non naviga in buone acque anche l'altro progetto milionario portuale, contenuto nel Piano Sulcis, che prevede lo spostamento dell'attracco dei traghetti nella zona di fronte al nautico e il dragaggio dei fondali, divenuto necessità a causa della limitata profondità per navigare in sicurezza in diverse zone del porto. Anche in questo caso se ne parla da lustri, ma nulla di concreto finora è stato fatto. (simone repetto)

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