La Nuova Sardegna

Cagliari

Momenti di tensione al corteo organizzato da "A foras"

Giancarlo Bulla
La manifestazione di "A foras"
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La manifestazione di "A foras"

Alla manifestazione hanno partecipato 300 indipendentisti

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VILLAPUTZU. Circa 300 persone provenienti da diverse parti della Sardegna hanno partecipato questa mattina 28 aprile al sit-in organizzato da “A foras. Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna”, in concomitanza con “sa die de sa Sardigna”, che si è svolto nella borgata di “ Quirra”” dirimpetto alla strada che si dirama all’altezza del km 78 della vecchia statale 125 e che conduce alle aree di lancio dei missili “nike” e “hawko”e della postazione radar del distaccamento a mare di capo San Lorenzo del poligono sperimentale e di addestramento interforze del salto di Quirra.

Alla manifestazione hanno aderito quasi tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti a partire da “Sardigna Nazione”, “Progres, progettu Sardigna”, “Sardigna libera”, Irs.repubrica de Sardigna”, “Fronte indipendentista unidu”.e diverse sigle pacifiste e antimilitariste come “Rete no basi, ne qui né altrove”, “Kumono Otzastra-Sarrabus”. Tra le bandiere oltre ai quattro mori spiccavano quelle del “Social forum”, dell’”Usb di Cagliari”, della “Confederazione sindacale sarda” e del “Movimento omosessuale sardo”.

Tra i manifestanti una delegazione della “Respublica de Venethia” guidata da Gilberto Tonon. Hanno anche partecipato Conxita Bosch, in rappresentanza della “Federation D’Entitade de la Mediterranea” e Jordi Mirox del partito “Estato Catalano” che si battono per l’indipendenza della Catalogna. Alla manifestazione non hanno aderito la “Tavola sarda della pace” e “Gettiamo le Basi” . A fronteggiare i manifestanti un vero e proprio esercito, formato in prima fila da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, e dietro le quinte da finanzieri e militari che prestano servizio nel poligono, decine di blindati e unità cinofile, coordinati dal dirigente della digos Francesco Moretta, dal maggiore Gianfilippo Manconi e dal capitano Stefano Colantonio. La manifestazione è stata seguita dal cielo un elicottero.

I manifestanti, pur essendo stati autorizzati dal questore di Cagliari Vito Gagliardi a svolgere esclusivamente il sit.in hanno chiesto di effettuare un breve corteo lungo la strada che conduce alle postazioni missilistiche e alla torre di Murtas costruita tra il 1792 e il 1794. E’ iniziata,tra le parti,(manifestanti e forze dell’ordine), mentre col trascorrere dei minuti saliva la tensione, una lunga e concitata contrattazione che si è protratta per alcune ore. C’è stato un vero e proprio braccio di ferro. Poco dopo le 13,30 i manifestanti e le forze dell’ordine sono venute quasi a contatto e si è rischiato lo scontro fisico.. Per fortuna è prevalsa la ragione e tutto si è risolto pacificamente.

”Durante il sit-in alcune manifestanti hanno offerto e trapiantato dei fiori. “Un gesto puramente simbolico- ha sottolineato Anna Orunesu- per testimoniare il nostro passaggio”.”Vogliamo- ha detto Bastianu Cumpostu- che vengano annullate tutte le esercitazioni, che vengano chiuse le basi e i poligoni, che vengano bonificati i luoghi e riconvertite le fabbriche di armi”. “ Nella ricorrenza della” die de sa Sardigna” che ricorda simbolicamente la cacciata dei piemontesi, stiamo mettendo le basi per costruire un avvenire diverso per il popolo sardo- ha dichiarato Gavino Sale-. Dobbiamo tenere a mente, così come ha detto Rasmes 3, che noi sardi abbiamo un cuore risoluto che nessuno è riuscito a fermare”.” Oggi abbiamo messo le basi per combattere lo stato italiano che occupa abusivamente la nostra Sardegna- ha detto Cristiano Sabino”

 

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