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Cagliari

Quattro femminicidi in due giorni: è strage di donne

Ignazio Frailis e Maria Bonaria Contu
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Ignazio Frailis e Maria Bonaria Contu

Quarantotto ore di sangue e follia: oltre al delitto di Capoterra altre tre storie tragiche

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CAGLIARI. Quattro femminicidi in due giorni. Nonostante la stretta giudiziaria, la violenza di genere miete ancora vittime. Il dramma di Capoterra ha avuto come tragico contorno altre tre donne assassinate.

Diverse le ragioni che hanno armato l’omicida di Capoterra, Ignazio Frailis, disoccupato di 46 anni: banali problemi di vicinato legati alla presenza di animali a lui “sgraditi” nella casa di Maria Bonaria Contu, 60 anni. In particolare il pappagallo di proprietà della donna che pare spesso pronunciasse frasi irriguardose nei confronti dell'uomo. Frailis ha inseguito la donna che faceva jogging e le ha inferto 11 coltellate con un coltello a serramanico, uccidendola.

A Roma la tragedia si è consumata in un appartamento del centro storico, tra piazza di Spagna e piazza del Popolo. Michela Di Pompeo, un'insegnante di 47 anni, è stata trovata morta, riversa sul letto, con ferite alla testa. Probabilmente è stata uccisa nel sonno. A dare l'allarme il compagno, dirigente di banca, che si è presentato la scorsa mattina ai carabinieri confessando. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la coppia stava insieme da circa un anno e mezzo ma negli ultimi mesi la donna avrebbe manifestato l'intenzione di lasciare il compagno, Francesco Carrieri. Domenica sera alcuni vicini avrebbero sentito urla provenire dall'abitazione.

Era, invece, una prostituta italiana di 44 anni la donna uccisa la scorsa notte, con una coltellata al petto, a Pagani, in provincia di Salerno. È stata trovata agonizzante, nei pressi del mercato ortofrutticolo, da un passante che ha allertato il 118: la donna è deceduta in ambulanza. 

Altro femminicidio a Genova. Il cadavere di Anna Carla Arecco, un'anziana di 81 anni scomparsa da tre giorni, è stato trovato sotto il letto di un vicino di casa, Pierluigi Bonfiglio. Bonfiglio, un ex cuoco disoccupato, che in un primo momento si era autoaccusato del delitto ha poi cambiato versione. «Sono salito in casa della signora con un pusher. Mi sono fatto aprire la porta con una scusa. Lo spacciatore - ha raccontato - l'ha portata in casa mia e io sono rimasto nel suo appartamento per rubare perché dovevo pagarmi la droga. È stato lui a ucciderla con una spranga di ferro». Gli inquirenti stanno vagliando il suo racconto che, al momento, appare poco convincente.

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