La Nuova Sardegna

Cagliari

Caso Fluorsid, Tommaso Giulini per tre ore faccia a faccia col magistrato

Tommaso Giulini in procura (foto Rosas)
◗
Tommaso Giulini in procura (foto Rosas)

Il presidente del Cagliari ascoltato dal pm Marco Cocco come persona informata dei fatti

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI.«Non mi ha chiesto di Rastelli, quindi sono tranquillo». Dopo tre ore di faccia a faccia con il sostituto procuratore Marco Cocco, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, proprietario della Fluorsid, smorza la tensione con una battuta davanti ai giornalisti.

Il presidente rossoblù - che non è indagato nell'inchiesta sul presunto inquinamento a Macchiareddu   - ha chiarito di essere stato chiamato in Procura e di aver risposto a tutte le domande del magistrato.  Giulini, proprietario della Fluorsid, è comparso da solo questa mattina 3 giugno in Procura davanti al pm verso le 10.30 al terzo piano del palazzo di giustizia.

Ad attenderlo il magistrato e gli investigatori del nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale della Regione. Il presidente del Cagliari è stato sentito come persona informata sui fatti in merito all'attività della Fluorsid, azienda di fluorite con sede nell'area industriale di Macchiareddu, alle porte di Cagliari. Nelle scorse settimane erano scattati sette ordini di custodia cautelare per i dirigenti dello stabilimento e di una società appaltatrice che si occupa di logistica, ora tutti agli arresti domiciliari.

«Sono stato convocato - ha detto Giulini - e penso di aver risposto a tutte le domande con la massima soddisfazione per il pubblico ministero».

Giulini, 40 anni, da quando è diventato proprietario del Cagliari (2014), non ha più incarichi dirigenziali nell'azienda di famiglia, fondata nel 1969 dal padre, il conte Carlo Enrico Giulini. Il Gruppo Fluorsid controlla diverse aziende in Italia e all'estero: la Fluorsid Spa è tra le più importanti aziende al mondo nel settore dell'estrazione, della lavorazione e della commercializzazione dei fluoroderivati. Ma nello stabilimento di Macchiareddu, alle porte di Cagliari, secondo l'inchiesta della Procura del capoluogo sardo che nelle scorse settimane ha portato all'arresto di sette persone, sarebbe avvenuto un inquinamento con valori riscontrati molto superiori a quelli previsti dalla legge.

In particolare, sono state individuate e poste sotto sequestro dagli agenti del Corpo forestale discariche abusive per complessivi 18 ettari di terreni, tutti vicino allo stabilimento di Macchiareddu. L'allarme inquinamento era stato lanciato anche per le acque del vicino stagno di Santa Gilla, alla periferia di Cagliari, dove nei giorni scorsi i tecnici dell'Arpas hanno effettuato dei campionamenti alla ricerca di eventuali sostanze inquinanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative