Avvocato cagliaritano assolto: non ci fu estorsione alla moglie del suo cliente
Il gup del tribunale di Cagliari ha assolto il penalista Alessandro Dedoni per non aver commesso il fatto. Il professionista: "Ho sofferto per l'onta dell'accusa che mi era stata mossa ma non ho mai dubitato che non sarei stato condannato"
CAGLIARI. Il Gup del Tribunale di Cagliari ha assolto, per non aver commesso il fatto, l'avvocato Alessandro Dedoni, accusato di concorso in estorsione. Questa mattina 12 luglio il giudice Cristina Ornano ha letto la sentenza al termine del processo con rito abbreviato facendo cadere le accuse con la formula più ampia.
Il pm aveva chiesto per il noto penalista cagliaritano una condanna a due anni e mezzo di carcere. Il legale, difeso dalla collega Rita Dedola e da Iacopo Pensa del foro di Milano, era accusato di aver concorso assieme al violinista del Teatro Lirico di Cagliari Valentin Fortuna (suo assistito) in un tentativo di estorsione nei confronti della moglie di quest'ultimo Franca Porcu, scomparsa il 18 febbraio del 2016.
Il violinista di origini romene era finito a processo - assieme alla successiva compagna Marina Pilloni - anche per maltrattamenti, lesioni personali aggravate ed estorsione nei confronti della donna. L' avvocato Dedoni, invece, era stato accusato di aver concorso - come difensore di Fortuna - nel tentativo di far firmare un testamento alla moglie che l'avrebbe designato erede universale, dettando all'uomo il testo che la donna avrebbe poi trascritto a mano.
Dopo la richiesta di condanna a due anni e mezzo nei confronti del legale, l'avvocata Dedola aveva respinto con forza tutte le contestazioni del pubblico ministero, chiedendo l'assoluzione per il suo assistito
All'Ansa l'avvocato Dedoni ha dichiarato: «Non ho mai dubitato che sarei stato assolto, mai avuto un tentennamento».
«Non era possibile che mi condannassero - spiega Dedoni - mi veniva contestata l'estorsione per un testamento rinvenuto prima ancora che io stesso intervenissi in questa vicenda. Non solo. Il mio assistito era già erede, visto che esisteva un altro testamento di un anno prima che lo designava tale».
L' avvocato sottolinea di aver patito «con molta sofferenza l'onta dell'accusa mossagli dalla Procura», rivendicando il diritto di muovere ulteriori passi «in ogni sede» per difendere la propria onorabilità e «perseguire chi ha sbagliato». Un riferimento, nemmeno troppo velato, alla Procura di Cagliari che lo ha inquisito.
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