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Cagliari

Cagliari, docenti in piazza con le valigie: "Noi deportati"

Si rinnova la protesta dei docenti (foto Mario Rosas)
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Si rinnova la protesta dei docenti (foto Mario Rosas)

Sono numerosi gli insegnanti che il primo settembre dovranno lasciare la Sardegna soprattutto per il nord d'Italia

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CAGLIARi. «Deportati». Lo hanno scritto, emblematicamente sulla valigie schierate davanti all'Ufficio scolastico regionale (Usr) di piazza Galilei a Cagliari, gli insegnanti in sit-in che, senza una indicazione contraria, l'1 settembre saranno costretti a prendere servizio lontano dalla Sardegna, soprattutto nel nord Italia, o comunque lontani da casa: sono tanti anche i docenti destinati fuori provincia che, se le cose non dovessero cambiare, sarebbero costretti a sobbarcarsi anche 400 chilometri (andata e ritorno) al giorno per raggiungere il posto di lavoro.

La soluzione? C'è, dicono maestri e prof. È quella dell'anno scorso con l'assegnazione per il sostegno affidata ai non specializzati. Il problema? Da quest'anno, queste le direttive del ministero, questa strada non è più percorribile. Ma, protestano i docenti, il rischio è che i conti non tornino: gli insegnanti specializzati non basterebbero a coprire tutti i posti di sostegno.

Questa mattina, presenti anche diversi sindacati e la storica sigla della Valigie, gli insegnanti in piazza erano circa un centinaio. Si è svolto negli uffici anche un incontro fra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell'Usr per capire se ci sono spiragli per sbloccare la situazione prima di settembre ed evitare le partenze.

Nel pomeriggio la battaglia si trasferisce a Villa Devoto: previsto un incontro alle 15:30 fra sindacati e una delegazione di docenti e presidente della Regione, Francesco Pigliaru. «I trasferimenti? - tuonano i Cobas - impossibili economicamente».

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