Latitante sardo catturato in Thailandia: deve scontare sei anni di carcere
Stefano Bulla, 48 anni, è stato rintracciato a Pattaya dove viveva con moglie e figli. Era stato condannato per truffa e violenza privata
CAGLIARI. Un anno fa aveva fatto perdere le sue tracce perchè sapeva che la Giustizia stava per presentargli il conto di 6 anni di carcere per un cumulo di pene, tra cui truffa, riciclaggio, violenza privata. Gli era stata tolta anche la patria potestà sui due figli minori. Riuscito a fuggire in Thailandia con moglie e figli, Stefano Bulla, cagliaritano di 48 anni, con un ordine di cattura sulla testa, pensava di averla fatta franca e si era stabilito in Thailandia, nella città di Pattaya, dove esercitava in una palestra la professione di istruttore di kickboxing.
Ma non aveva fatto i conti con la collaborazione fra le forze di polizia italiane (in tal caso i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Cagliari) e quelle thailandesi tramite Interpol. La squadra catturandi del nucleo investigativo, a cui era stato dato l’incarico di effettuare il provvedimento restrittivo, ha avviato un’articolata attività di indagine finalizzata alla localizzazione del catturando.
Sulla scorta delle informazioni raccolte dagli investigatori dell’Arma, l’autorità giudiziaria cagliaritana inoltrava la richiesta, tramite ministero di Giustizia e canale Interpol, di ricerche in ambito internazionale e di estradizione in caso di cattura. I giorni scorsi la polizia thailandese ha rintracciato Stefano Bulla dove era stato segnalato dagli investigatori cagliaritani e avviate le procedure di espulsione dallo stato thailandese. Questa mattina alle 8,30 Bulla è arrivato sotto scorta a Fiumicino, preso in consegna dai carabinieri e portato nel carcere di Civitavecchia, da dove sarà poi trasferito a Cagliari.(luciano onnis)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
