Investito sulle strisce muore in ospedale: era cardiopatico, l'assicurazione paga solo metà risarcimento
Braccio di ferro tra la compagnia e i consulenti che denunciano il caso all'Istituto di vigilanza del settore assicurativo
CAGLIARI. La vita di un cardiopatico vale la metà: così la pensa una compagnia di assicurazioni che non intende risarcire secondo i parametri del tribunale i danni morali arrecati alla famiglia di un ottantenne di Uta, travolto il 23 settembre 2016 mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali e morto quattro giorni dopo all'ospedale Brotzu.
L'accordo, secondo la proposta avanzata in un contatto telefonico, si dovrebbe chiudere con il pagamento del cinquanta per cento di quanto indicano le tabelle perché l'anziano, Francesco Mulas, era affetto da una patologia alle arterie coronarie. Quindi la sua vita non sarebbe stata lunga e il danno subìto dai familiari risulterebbe meno grave.
A denunciare il caso è la Studio 3A, una società di consulenza che tutela la famiglia dell'anziano ucciso nella controversia extragiudiziale sorta con l'assicurazione dell'automobilista indagato per omicidio stradale, un cinquantenne di Uta. Secondo i consulenti questo è un vero caso di "mala assicurazione". (m.l)
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