Tziu Giuanni compie cent'anni: "Mi auguro di vivere il più a lungo possibile"
Dolianova in festa per il centenario Giovanni Ghiani accompagnato da figli, nipote e dalla sorella Maria di 98 anni
DOLIANOVA. “Non mi d’appessi mai cretiu de bivi aicci mera” (non me lo sarei mai aspettato di vivere così a lungo)”. Lo ha affermato Giovanni Ghiani, il neo centenario di Dolianova mentre a “Villa Loi”,durante i festeggiamenti per l’ambito traguardo, sorseggiava mezzo bicchiere di vino “Il lavoro all’aria aperta e i sacrifici mi hanno temprato.- sottolinea tziu Giuanni-. Ho alcuni rammarichi. Uno grandissimo in particolare: non essere andato a scuola e non aver imparato a scrivere e a leggere. A scuola per vari motivi ci sono, purtroppo, andato solo un giorno” .
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Figlio di Giuseppina Locci, deceduta quando aveva appena compiuto dodici anni, e di Francesco, un pastore di Dolianova, si è sposato il 21 febbraio del 1941 con Giovannina Farci. Dall’unione sono nati 8 figli, tutti viventi: Pinuccia (Giuseppina), Teresa, Luciana, Ignazio, Silvana, Aldo, Paoletta, Bruno. Giovanni Ghiani ha fatto sempre il pastore sino alla pensione. Ha dato una mano d’aiuto nella conduzione del gregge al padre insieme ai fratelli Pietro, Raffaele, Salvatore e Giuseppe, figlio di secondo letto, e alla sorelle Maria, e poi nell’azienda agropastorale della famiglia Murgia, una delle più in vista del paese.
Ha vissuto prevalentemente in campagna tra San Giorgio e S’Isca Manna. In paese rientrava esclusivamente per le grandi ricorrenze e feste. Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 2001, vive con Paoletta, la figlia penultimogenita. Tutto sommato, nonostante l’età e gli acciacchi passati, sta bene ed è autosufficiente. Appassionato di sport in genere e del calcio in particolare tifa il Cagliari e raramente si perde una partita alla televisione della sua squadra del cuore. Il suo idolo è sempre stato Gigi Riva.
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Adora le gare poetiche dialettali sia quelle logudoresi che quelle campidanesi. Mangia di tutto. Preferisce le minestre di legumi e le patate (gli piacciono cucinate in qualsiasi modo). Gli piace mangiare pane e formaggio e bere mezzo bicchiere di vino. Mentre racconta precisa con una punta di orgoglio“Su casu chi fanti immoi non esti bonu commenti cussu che fia deu (il formaggio che fanno adesso non è buono come quello che facevo io). Ai festeggiamenti della memoria storica della cittadina del Parteolla hanno tra gli altri partecipato sei degli otto figli (erano assenti per motivi di salute Silvana e di lavoro Teresa che vive a Roma), la sorella Maria che il 17 giugno compirà 98 anni, i 18 nipoti e i 12 pronipoti., il parroco don Mario Pili, gli assessori comunali di Dolianova Annarita Agus, Marianna Scioni e Ninnino Meloni, parenti, amici e conoscenti.
Tziu Giuanni si augura di vivere il più a lungo possibile. “Non metto limiti alla provvidenza-ha detto”.
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