Attentati ai sindaci, busta con proiettile al primo cittadino di Monserrato

Tomaso Locci sindaco di Monserrato

Nel mirino anche un assessore e il comandante dei vigili urbani. Le missive sono state intercettate al centro di smistamento della posta di Elmas

MONSERRATO. Nuova intimidazione in Sardegna agli amministratori locali. Nel mirino, questa volta, il sindaco di Monserrato, nell'hinterland cagliaritano, Tomaso Locci, un assessore - che ha chiesto di non divulgare il suo nome - e il comandante della Polizia municipale, Massimiliano Zurru. A tutti e tre sono state indirizzate altrettante buste contenenti proiettili intercettate al centro di smistamento delle Poste di Elmas. La notizia risale a qualche giorno fa, ma è stata diffusa oggi in occasione della seduta del Consiglio comunale, subito rinviata dopo le dichiarazioni del sindaco. Attentati e intimidazioni contro pubblici amministratori di ripetono con frequenza preoccupante in Sardegna: l'ultimo episodio eclatante la notte del 15 aprile scorso, quando una bomba ha distrutto la casa di campagna dei vicesindaco di Esporlatu, nel sassarese, Giovanni Canu.

«Un atto avvenuto tra la presentazione delle mie dimissioni e il loro ritiro. Deciderà la mia famiglia se dovrò proseguire». Così il sindaco di Monserrato, Tomaso Locci. «Il ritiro delle mie dimissioni - spiega il primo cittadino - ha avuto anche come sua motivazione il non volerla dare vinta a coloro che intendono creare un clima di tensione finalizzato al ribaltamento del volere che i cittadini hanno espresso nel giugno del 2016, dando fiducia al sottoscritto, alla squadra di maggioranza e al programma che portiamo quotidianamente avanti. Ritengo però che la decisione di ritirare le dimissioni sia stata presa da parte mia in modo egoistico. Rimetto la decisione di un mio proseguo nel giusto ambito: deciderà la mia famiglia».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes