Rubano l'identità a vari commercianti e frodano il fisco per 3 milioni di euro
La Guardia di finanza ha scoperto il raggiro messo in piedi da due grossisti di Sestu e di Quartu
CAGLIARI. Una frode fiscali per 3 milioni di euro complessivi è stata scoperta dalla Guardia di finanza nel sud Sardegna da parte di commercianti e negozianti cinesi operanti nel settore dell’abbigliamento, biancheria e casalinghi. La frode risale al quinquennio 2010-2015.
Le indagini sono partite dalla denuncia di un commerciante al quale era stata recapitata una cartella esattoriale relativa a una compravendita di merce. Lui non aveva mai venduto ad alcune negoziante merce, ma gli era stato chiesto il pagamento delle relative tasse. Dagli accertamenti è emerso che i due commercianti di Sestu e di Quartu avevano «rubato» l'identità commerciale del negoziante e avevano intestato a lui le fatture.
In particolare, è stato accertato l’occultamento di vendite frodando il fisco, attraverso l’emissione di fatture soggettivamente false, in cui persone ignare del furto della loro identità fiscale, venivano utilizzate fittiziamente nelle fatture commerciali ed indicati, quindi, come emittenti nei documenti fiscali rilasciati ai clienti. Talvolta, i soggetti economici indicati erano addirittura inesistenti o imprese cessate da diversi anni.
Tale artificio ha consentito ai componenti del “consorzio” di commercianti cinesi illecito di istituire una vera e propria attività commerciale sommersa, esercitata parallelamente ed autonomamente rispetto alle loro attività imprenditoriali dichiarate. Questo ha consentito di frodare il fisco per oltre 3 milioni di euro.
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