Traffico di droga smantellato a Cagliari: due arresti e sette denunce

Il colonnello Michele Lastella (foto Mario Rosas)

Operazione dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale

CAGLIARI. Smantellata dai carabinieri un’organizzazione di spaccio che riforniva di droga professionisti ed esponenti della Cagliari bene. Diversi mesi di indagini con arresti, denunce, ingenti quantitativi di droga sequestrata e denaro recuperato: adesso i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari, diretti dal tenente colonnello Michele Lastella, hanno chiuso il cerchio con due provvedimenti di arresti domiciliari, un obbligo di soggiorno e sei denunce in stato di libertà. Provvedimenti chiesti al gip Giuseppe Pintori dal pubblico ministero Alessandro Pili che aveva coordinato il lavoro investigativo dei carabinieri negli ultimi sei mesi del 2018 e inizi 2019.

Questa mattina 10 dicembre i carabinieri del nucleo investigativo hanno notificato l’ordinanza di arresti domiciliari per i cagliaritani Mirko Locci, 29enne, ritenuto il capo dell’organizzazione, e per Diego Toro, di 27 anni, mentre per Alessio Pistis, 38enne, c’è l’obbligo di dimora. Le denunce in stato di libertà sono per sei presunti complici in affari di droga, fra cui tre donne: tutti facevano capo a Mirko Locci. Nel corso delle indagini, sia Locci che Pistis erano già stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e poi rimessi in libertà. Il giro della droga aveva in un circolo privato di Pirri, il Number One, in via Santa Maria Chiara, gestito da Pistis, il market dello spaccio. Attualmente il locale è chiuso su ordinanza dell’autorità giudiziaria.

Droga, piantagioni e soldi falsi: scoperto un traffico che riforniva la Cagliari bene

Nei sei mesi di indagini, i militari diretti da Michele Lastella hanno messo le mani su 37 chili di hascisc, 7 di marijuana, 60 grammi di cococaina, una vera serra ad alta tecnologia ricavata in un appartamento ad Elmas in uso al 31enne Riccardo Franceschi (in questo frangente fuori di provvedimenti del giudice), con dentro 152 piante di marijuana, una pistola modificata e relative munizioni, un ingente quantitativo di denaro fra cui 14mila euro in banconote false da 20 e 50 euro. Locci e Toro non avevano ufficialmente un lavoro ma vivevano nel lusso, come bene mostravano nei loro profili social.

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