Rapina al parroco di Pirri: il Dna incastra "Diabolik" e la compagna
Le indagini sull'aggressione al sacerdote che sorprese i due ladri nella canonica a San Gregorio Magno
CAGLIARI. Davanti ai carabinieri del Reparto provinciale e agli uomini del Ris che sono andati a casa loro per un prelievo del Dna, si sono visti scoperti e hanno confessato i due malviventi, un uomo e una donna, che nel cuore della notte fra il 2 e il 3 gennaio scorso avevano tentato il furto nella canonica della chiesa della parrocchia San Gregorio Magno a Pirri e, scoperti da uno dei due sacerdoti che vivono nell’abitazione parrocchiale, avevano ingaggiato una colluttazione con don Eugenio Cocco, 55 anni, originario di Quartu, un omone di cento chili con la passione del rugby ed ex pugile che costretto i due malfattori, vestiti di nero come Diabolik (così li aveva definiti don Cocco) e con passamontagna in testa, a darsi alla fuga dopo i colpi ricevuti dal prete, a cui ne avevano però anche dati visto che il prelato aveva riportato una ferita in testa suturata con 24 punti.
I carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo provinciale, in collaborazione con i colleghi della Compagnia del capoluogo, a seguito di indagini hanno denunciato in stato di libertà Andrea Boi e Donatella Diana, di 31 e 33 anni, antrambi cagliaritani, conviventi e con diversi precedenti di polizia, accusati di rapina, lesioni personali e furto aggravato in concorso fra loro. Don Cocco era stato colpito con uno dei tre punteruoli in ferro che la coppia aveva usato per scardinare la porta d’ingresso della canonica. Nel corso della colluttazione, don Cocco era riuscito anche a strappare parzialmente il passamontagna a uno dei due aggressori, scoprendo che era una donna.
«In fondo si sono comportati da brave persone – aveva detto poi generosamente il sacerdote –, mi avrebbero potuto fare molto male, compresa la donna a a cui sono riuscito a sfilare parzialmente il passamontagna e che ha partecipato attivamente alla colluttazione». I due aggressori erano poi riusciti a scappare, ma a mani vuote. «Ho provato anche a inseguirli – aveva precisato il sacerdote -, ma si sono divisi e li ho persi di vista». Il fattaccio è accaduto intorno alle 2,30 di ieri mattina nella chiesa di San Gregorio Magno,a cui è accorpata la canonica con due appartamenti separati riservati ai sacerdoti della parrocchia, appunto don Eugenio e don Costantino. La sequenza l’aveva raccontata lo stesso parroco: «Ho sentito qualche rumore insolito e mi sono alzato per andare a vedere – ha spiegato -. Come sono uscito nel vano scale che collega i nostri appartamentini alla chiesa, avevo visto la porta della sagrestia semi aperta e la luce accesa. Così ho scoperto i due ladri. Mi sono avvicinato a loro per smascherarli ed è iniziata una colluttazione con entrambi. Dopo almeno due minuti di lotta sono scappati, lasciandomi lì con la testa rotta e sanguinante, più altre ecchimosi in faccia».
Era stato lo stesso prelato a chiamare il 112 e sul posto è arrivata in breve una pattuglia del Radiomobile della compagnia di Cagliari e appresso una squadra del Ris per i rilievi scientifici. I risultati hanno adesso portato gli investigatori del Reparto operativo provinciale alla individuazione e alla denuncia dei due “Diabolik”.
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