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Il coronavirus non ferma i ladri di sabbia in Sardegna

Il coronavirus non ferma i ladri di sabbia in Sardegna

Nei giorni scorsi, bloccato un passeggero all'aeroporto di Cagliari: in una busta i chicchi di quarzo di una spiaggia dell'Oristanese

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CAGLIARI. Neppure l'emergenza sanitaria dovuta all'incremento dei contagi da coronavirus e le conseguenti limitazioni imposte agli spostamenti sono riuscite a fermare le ruberie di sabbia dalle spiagge della Sardegna.Il sequestro risale alla scorsa settimana, quando si poteva ancora volare, più o meno liberamente, tra gli aeroporti di Cagliari e quelli di Roma e Milano (Fiumicino e Malpensa).

Durante i controlli di sicurezza un passeggero è stato fermato con diversi chili di granelli di quarzo sottratti al bianchissimo litorale di Is Aruttas, sulla costa di Oristano. Una busta rossa anonima che non è passata inosservata agli agenti preposti al controllo bagagli che hanno subito sequestrato il materiale poco prima che lasciasse l'Isola. A darne notizia è l'associazione Sardegna rubata e depredata, da sempre in prima linea contro le scorribande di chi vuole prelevare la sabbia dalle coste dell'Isola commettendo un reato.

«In altri tempi un ritrovamento simile sarebbe stato normale e scontato. Oggi no! - è l'amaro commento dell'associazione - Non è concepibile...Stiamo vivendo un periodo storico drammatico ed epocale, eppure, esiste sempre qualcuno che trova il tempo e il modo per distinguersi in maniera inqualificabile». (ANSA).

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