San Gavino, anziani infuriati: "Nessun parente viene a trovarci"
Sono intervenuti i carabinieri per tranquillizzare i 15 vecchietti: "Disposizioni dovuti per cautelarsi contro i contagi da coronavirus"
SAN GAVINO. Non ricevendo da una decina di giorni la visita dei parenti perché in isolamento cautelativo e non credendo fino in fondo alle spiegazioni che ha dato loro il personale della struttura, i quindici ospiti di una casa di accoglienza per anziani di San Gavino, uomini e donne, hanno cominciato ad agitarsi e contestare in maniera sempre più incisiva. Temono soprattutto di essere stati abbandonati dai loro cari che non vanno più trovarli e che sotto ci sia qualcosa di più grave rispetto a quanto sanno.
Questa mattina, davanti alla crescente protesta e al malumore manifestato dagli ospiti del centro, il personale ha chiesto la presenza dei carabinieri affinché fossero loro a tranquillizzare i quindici anziani e spiegare la situazione. Il comandante della stazione di San Gavino, il maresciallo Sergio Passalacqua, ha mandato sul posto una pattuglia composta da una carabiniera e da un collega, per dialogare con gli anziani ospiti della struttura.
Alcuni di loro si sono affacciati a un balcone al primo piano e con i carabinieri di sotto sul marciapiedi, rigorosamente a distanza, è iniziato un sereno confronto chiarificatore. I militari hanno spiegato loro che si tratta di un provvedimento a titolo precauzionale e che l’isolamento in cui sono tenuti è ha titolo precauzionale proprio nel loro confronti dato che sono la categoria più a rischio data l’età.
Rassicurati che nessuno fra i familiari li ha abbandonati e che questa è una situazione di isolamento che si spera possa finire presto, sono apparsi tranquillizzati e sono tornati dentro non senza aver ringraziato e salutato la carabiniera e il suo collega della pattuglia. La loro presenza, con l'autorevolezza e la fiducia degli anziani verso l'Arma, ha convinto i contestatori. (luciano onnis)
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