Cagliari, nuovo stop al multipiano nelle mura medievali: serve la valutazione d'impatto ambientale

L'ngresso al parcheggio del Cammino Nuovo in una rappresentazione al computer

La Regione esprime una serie di dubbi sul progetto molto invasivo in una zona con pericolo di frane

CAGLIARI. Forse si è arenato definitivamente negli uffici amministrativi regionali il contestatissimo progetto lanciato e rilanciato dalla giunta comunale di Cagliari guidata da Massimo Zedda per la realizzazione di un parcheggio multipiano interrato sotto le mura storiche di Santa Croce, con un sistema di ascensori e di scale mobili ultratecnologiche che ha fatto storcere il naso a numerosi cagliaritani e alle associazioni ecologiste. Esaminata la riedizione del progetto, che nella prima versione del 2006 (giunta Floris) si era fermato sulla procedura di valutazione ambientale (Via), la giunta regionale ha preso atto delle modifiche proposte il 6 settembre 2019 allo Sva (servizio per le valutazioni ambientali) e le ha messe in relazione con le osservazioni del Gruppo di intervento giuridico e con quelle dei tecnici incaricati di istruire la pratica, compresi quelli dell’Arpas.

L’esito dell’esame è lo stesso: così come richiesto dallo Sva, la delibera firmata dalla vicepresidente dell’esecutivo Alessandra Zedda dispone che anche il progetto-bis venga sottoposto a Via per stabilire quale sia l’impatto reale di un intervento così invasivo sul bastione storico e sul quartiere di Castello, messi nel conto i rischi legati a una situazione geomorfologica precaria, con pericolo di frane più volte segnalato da Italia Nostra, Grig e altre associazioni di cittadini che si sono schierate apertamente contro il progetto.

La nuova proposta, secondo quanto espone la delibera depositata pochi giorni fa, mantiene una sequenza preoccupante di punti critici sui quali non sono state fornite rassicurazioni soddisfacenti. Il timore dichiarato è che uno sbancamento così imponente nell’attuale colmata del Cammino Nuovo, ai piedi delle mura di Santa Croce, possa provocare un disastro e nel migliore dei casi mettere a rischio la stabilità del sistema medievale. A questi timori si aggiunge quello legato alla presenza, indicata come probabile dalla Soprintendenza, di resti d’interesse archeologico sui quali sarebbe indispensabile avviare un’esplorazione attenta, che finora non è stata compiuta.

C’è poi il problema del materiale che deriverebbe dall’attività di scavo: secondo il Comune i 52 mila metri cubi di detriti stratificati nei secoli sotto le mura di Castello dovrebbero finire alla discarica di Serdiana, una scelta sulla quale lo Sva ha manifestato forti perplessità legate anche al volume di traffico che si creerebbe nell’operazione di trasporto. Progetto bloccato, dunque? Non esattamente: il Comune – se lo vorrà, ma non è detto – dovrà presentarne all’ufficio Via una versione che tenga conto di tutte le osservazioni e di tutte le criticità indicate nella delibera regionale, risolvendole con documentazione e studi appropriati. Dopo di che lo Sva eseguirà la valutazione d’impatto ambientale e solo se l’esito sarà positivo il progetto per il Cammino Nuovo potrà andare avanti. Per adesso e probabilmente per alcuni anni la il centro storico di Cagliari è salvo. (m.l)

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