Omicidio Sedda, nelle intercettazioni telefoniche la verità sulla morte del poeta di strada
Il tribunale ha affidato l’incarico per eseguire le trascrizioni delle conversazioni
Sassari Decine di conversazioni intercettate nel corso delle indagini, parole registrate tra telefonate e dialoghi ambientali che ora diventano uno snodo decisivo del processo per l’omicidio di Mario Sedda, il poeta turritano ucciso e il cui corpo fu abbandonato in un campo alla periferia di Porto Torres nella notte tra il 29 e il 30 marzo 2021.
La seconda udienza del dibattimento, celebrata nella mattina di oggi, 19 febbraio, davanti al Tribunale per i Minorenni di Sassari, è stata interamente dedicata alla nomina del consulente tecnico d’ufficio incaricato di trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali acquisite durante le indagini, un passaggio tecnico ma centrale per la formazione della prova. Unico imputato è Emanuele Sircana, 21 anni, accusato di omicidio volontario e vilipendio di cadavere. Il giudice ha conferito l’incarico a Maria Luisa Solinas, che avrà 40 giorni di tempo per completare le trascrizioni che confluiranno nel fascicolo del dibattimento e saranno oggetto di esame e confronto tra accusa e difesa.
In aula erano presenti il pubblico ministero Laura Bassani, la difesa con l’avvocato Alessandra Delrio e i legali delle persone offese. Sia la difesa sia il pm si sono riservati la possibilità di nominare consulenti tecnici di parte, a garanzia del pieno contraddittorio sull’interpretazione delle conversazioni. Al termine dell’udienza il processo è stato rinviato al 16 aprile, quando la consulente depositerà le trascrizioni e sarà sentita in aula, insieme all’assistente del medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Sedda e al carabiniere che ha coordinato le indagini.
Si prevede una giornata lunga, con lavori sia al mattino sia nel pomeriggio, che segnerà l’ingresso nel vivo della fase istruttoria e porterà alla successiva calendarizzazione degli altri testi dell’accusa e, in seguito, della difesa. Il procedimento si svolge con rito immediato disposto dalla Procura per i Minorenni di Sassari sulla base del quadro probatorio raccolto nelle indagini preliminari, compresa la testimonianza resa nell’incidente probatorio dell’8 ottobre scorso, ritenuta significativa dall’accusa per ricostruire il ruolo dell’imputato nel contesto di un concorso con altre persone al momento non identificate.
«Siamo alle prime fasi del dibattimento, che stiamo affrontando con estrema attenzione e scrupolosità, nel pieno rispetto di tutte le parti coinvolte e soprattutto delle persone offese – ha dichiarato l’avvocato Alessandra Delrio – siamo perfettamente consapevoli della gravità delle contestazioni che vengono mosse, ma il procedimento è ancora in evoluzione e attendiamo gli sviluppi istruttori. Confidiamo che, attraverso il lavoro del collegio giudicante e del pm e anche lungo un percorso processuale complesso – ha concluso la legale della difesa – si possa giungere a una ricostruzione completa, corretta e veritiera dei fatti avvenuti a Porto Torres». Con la nomina del consulente e la calendarizzazione delle prossime tappe, il processo compie un passaggio chiave. Dalle intercettazioni potrebbe emergere una parte importante della verità giudiziaria ancora sconosciuta.
