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Coronavirus, i medici: per gli interventi a casa servono dispositivi adeguati

Coronavirus, i medici: per gli interventi a casa servono dispositivi adeguati

Ipotesi di un'assicurazione dedicata: l'Usca sia in sedi diverse dalle guardie mediche

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CAGLIARI. Sostanziale via libera in Sardegna dei sindacati alle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, le squadre di medici e infermieri che potranno intervenire a domicilio sui casi di coronavirus. Ma almeno a due condizioni. Che si parta in fretta e che si indossino i migliori e più completi dispositivi di protezione individuale. Magari anche con una copertura assicurativa adeguata al rischio. È in sintesi la proposta del sindacato Snami sull'entrata in azione dei team che bussano alla porta di casa.

«Abbiamo partecipato a delle video conferenze - spiega all'Ansa Edoardo De Pau, medico e rappresentante dello Snami - ci sono da definire dei dettagli, ma speriamo che siano operative al più presto perché solo così possono essere efficaci». Massima attenzione alle attrezzature: «I medici - spiega - stanno pagando un prezzo altissimo, e stiamo parlando di vite umane, in questa battaglia. Diamo per scontato che le Usca abbiano a disposizione le migliori protezioni possibili. E non sarebbe male anche approfondire, fermo restando che bisogna fare in fretta, anche l'aspetto assicurativo». Un concetto ribadito anche dalla sigla Fimmg ggm: «Non bisogna perdere altro tempo - spiega all'Ansa il presidente regionale Umberto Nevisco - So che i distretti si stanno organizzando. Finora c'è stata una consultazione con i sindacati: ora attendiamo la decisione dell'assessore. Naturalmente noi abbiamo sottolineato l'importanza della tutela dei colleghi. E stiamo parlando non solo dei Dpi, ma anche della necessità che le Usca abbiano sedi diverse dalle guardie mediche per evitare possibilità di contagio».

Ma Fimmg ha rimarcato anche l'importanza delle tutele medico-legali e assicurative: «Siamo di fronte a un nuovo fenomeno - spiega Nevisco - e non tutti i colleghi sono coperti». Non solo: il sindacato ha anche ribadito quanto sia fondamentale, in questo momento, la piattaforma, già comunque operativa, per la condivisione della situazione clinica del paziente«. (Ansa).

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