Rifiuti pericolosi inquinano acqua e terreno: arrestato il direttore del cementificio di Nuraminis e Samatzai

Il dirigente è stato raggiunto dal provvedimento eseguito dai carabinieri del Noe a Matera

SAMTATZAI. Inquinamento e disastro ambientale: è il reato che ha portato questa mattina all’arresto dell’ex direttore del cementificio Italcementi di Samatzai, Salvatore Grimaldi Capitello, in carica fino al giugno del 2019. Nella mattinata di oggi 19 dicembre, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Cagliari e della stazione di Nuraminis, coadiuvati nella fase esecutiva del provvedimento restrittivo dai colleghi del Noe di Potenza, hanno eseguito a Matera un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del tribunale di Cagliari nei confronti dell’ex direttore del cementificio. All’indagato sono stati concessi gli arresti domiciliari. Il reato di inquinamento e disastro ambientale sarebbero stati commessi attraverso l’illecito interramento di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi di origine industriale, invece che avviarli a corretto smaltimento. Gli articolati e complessi accertamenti effettuati dai carabinieri del Noe di Cagliari, diretti dal tenente colonnello Angelo Rubechini, con l’apporto dei militari dell’Arma della stazione di Nuraminis, avviati nel secondo semestre del 2018 e diretti dalla Procura della repubblica di Cagliari, hanno consentito di appurare la responsabilità a carico dell’arrestato per i gravi reati che gli sono stati contestati . In particolare, durante le indagini sono state scoperte diverse discariche abusive di rifiuti pericolosi, realizzate in aree sia interne che esterne al cementificio. Gli scavi ordinati dai carabinieri del Noe hanno portato alla luce un considerevole quantitativo di rifiuti industriali, quali oli minerali, parti di demolizioni di impianti, mattoni refrattari, pet coke che hanno gravemente compromesso le condizioni ambientali di suolo e falda per la riscontrata presenza fuori limite di arsenico, cromo esavalente, ferro, manganese nonché fluoruri e solfati, esponendo a pericolo la salute delle popolazioni di Samatzai e di Nuraminis, nei un territorio opera il cementificio Italcementi.(luciano onnis)

«Italcementi non risulta destinataria di provvedimenti cautelari, né allo stato si ha conoscenza di un'indagine pendente nei confronti della società». Lo fa sapere, in una nota la stessa azienda in merito all'indagine della Procura della Repubblica di Cagliari. La Società ribadisce «il proprio impegno per una gestione operativa orientata verso uno sviluppo industriale sostenibile a tutela dell'ambiente. Nell'ambito del procedimento pendente presso la Procura di Cagliari, Italcementi - aggiunge l'azienda - ha offerto ampia collaborazione e piena disponibilità a porre in essere tutte le attività rimediali richieste dalla legislazione italiana».

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