Villasor, convegno di negazionisti del Covid bloccato dai carabinieri

Il capannone che ha ospitato la riunione dei negazionisti del Covid

Circa 200 persone di una organizzazione che non crede nella pandemia hanno violato le norme contro la diffusione del coronavirus

VILLASOR. Dopo Sardara ecco Villasor, seppur senza pranzo di gruppo. Stavolta i protagonisti di una riunione extra large sono duecento persone che nonostante il divieto di assembramento per le disposizioni anti Covid-19, si sono riunite in un capannone agricolo lungo la strada statale 196, fra Villasor e Villacidro, per parlare di pandemia.

Un convegno organizzato da un gruppo di persone di area politica centrodestra che si sarebbe definito “organizzazione che nega la pandemia” e che farebbe capo a una imprenditrice di Villasor, Concetta Sangermano, 56 anni, ex assessore comunale ed ex candidata sindaco, Tutt’ora consigliere di minoranza della lista “Villasor Bene Comune”, e a suo marito Massimo Caboni (60 anni), anche lui imprenditore. Dello staff organizzativo fanno parte anche il loro figlio Nicola, 30 anni; Massimo Pilia, 49 anni di Quartu; Pietro Loi, 64enne di Barisardo; Salvatore Osvaldino Mascia, 29enne di Quartucciu.

Per loro stessa definizione davanti ai carabinieri farebbero parte della sedicente organizzazione “Executive order of application – Declaratoion&Order” che nega l’esistenza della pandemia. Dell’organizzazione non si trova traccia nonostante si definisca “internazionale”. Della inesistenza del pandemia, e di conseguenza di negazionismo, avrebbero dovuto discutere nell’incontro tenutosi sabato pomeriggio scorso nel capannone della società G.Edi, con sede legale a Villasor, di cui è proprietario Massimo Caboni.

Sono arrivati da varie parti della Sardegna e stavano appunto disquisendo quando i lavori sono stati interrotti dai carabinieri che hanno identificato gli organizzatori, dai quali sarebbe stato negato che fosse un convegno di negazionisti del Covid prima che scattasse la zona rossa.

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