L'ultrarunner "Massiccione" tiene banco nella Guardia costiera di Cagliari

Roberto Zanda e il comandante Mario Valente

Incontro speciale tra Roberto Zanda che subì l'amputazione delle gambe dopo la Yukon Artic Ultramarathon e gli operatori della Capitaneria

CAGLIARI. L’ultrarunner cagliaritano Roberto Zanda, noto “Massiccione”, tiene banco fra agli operatori della Guardia Costiera di Cagliari. In concomitanza con l’avvio dell’attività “Mare Sicuro 2021”, che vedrà impegnati le donne e gli uomini della Guardia Costiera di Cagliari con obiettivo principale la salvaguardia della sicurezza marittima, sono stati organizzati dei cicli di lezioni di aggiornamento e di addestramento operativo con gli istruttori della Federazione italiana di salvamento acquatico (Fisa Sardegna), utili a garantire una maggiore efficienza di intervento e di sicurezza.

Tra le attività formative previste, è stata organizzata nella giornata di oggi 29 aprile, presso la sede della Capitaneria di Porto di Cagliari, una “speciale lezione” tenuta da Roberto Zanda, per tutti “Massiccione” per la sua forza fisica nonostante l'amputazione delle gambe. L’atleta, famoso nel mondo per le sue innumerevoli imprese sportive estreme, è stato accolto dal direttore marittimo di Cagliari, capitano di vascello Mario Valente. Durante la sua lezione, ha raccontato la sua vita e la drammatica esperienza sportiva “Yukon Artic Ultramarathon” costata l’amputazione degli arti. Zanda, ha avuto parole di elogio nei confronti dei militari, esternando una “sana invidia”, paragonando le sue gesta sportive “allo straordinario lavoro quotidiano svolto dalle donne e dagli uomini della Guardia Costiera, fatto di sacrifici, rinunce e rischi che bisogna calcolare”.

Il suo intervento, ha visto un grande coinvolgimento emotivo da parte del personale, per la sua straordinaria umanità e passione, un ulteriore stimolo per dare sempre il massimo per il raggiungimento degli obiettivi “il duro lavoro e la perseveranza sono la ricetta per andare alla ricerca del successo, e quando il fisico sembra abbandonarci ecco che la testa fa la differenza, quel serbatoio fondamentale che metti in moto quando l’energia fisica finisce”. Il comandante Valente ha voluto esaltare le doti dell’uomo e dell’atleta dalla straordinaria forza, che fanno di Zanda un grande esempio di vita e “resilienza”.

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