La Nuova Sardegna

Cagliari

Rubò la lancia di San Michele nella chiesa di Cagliari: "Me l'aveva ordinato il diavolo"

Luciano Onnis
Rubò la lancia di San Michele nella chiesa di Cagliari: "Me l'aveva ordinato il diavolo"

I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico hanno individuato il presunto responsabile e recuperato il pezzo: era stato gettato in un canneto a Quartu

09 luglio 2021
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CAGLIARI. Inchiodato dalle prove contro di lui messe assieme dai carabinieri del nucleo di Tutela del patrimonio culturale quale autore del furto avvenuto lo scorso aprile della lancia metallica della statua di San Michele Arcangelo (del XVII secolo) che si trova nell’omonima chiesa di Cagliari, ha cercato di discolparsi adducendo motivazioni spirituale: «È stato il diavolo a ordinarmi di rubarla. Non sopportava più il dolore provocato da quella lancia». È questa la giustificazione fornita ai militari del Nucleo tutela patrimonio artistico culturale della Sardegna, diretti da maggiore Paolo Montorsi, dal 53enne cagliaritano che aveva rubato l’arma e che adesso, scoperto, ha detto anche agli investigatori dove l’aveva nascosta. Il diavolo non lo salverà dalla denuncia per furto nei suoi confronti.

Oggi 9 luglio il maggiore Montorsi ha restituito la lancia ai fedeli consegnandola a padre Guglielmo Pireddu, della Casa dei padri gesuiti. Il furto era avvenuto tra l'11 e il 19 aprile. Il 53enne, abbastanza noto alle forze di polizia, si era introdotto nella chiesa di San Michele, attigua al vecchio ospedale civile San Giovanni di Dio, e approfittando del fatto che la statua dell'Arcangelo era stata posizionata nel presbiterio della chiesa in attesa di essere trasportata a Napoli per una mostra, aveva rubato la lancia. Il furto era stato denunciato il 19 aprile ai militari del Nucleo tutela patrimonio che grazie ai filmati della videosorveglianza della chiesa, dell'adiacente Dipartimento Militare di medicina legale e di alcuni negozi della zona, hanno identificato l'autore. Messo alle strette, il 53enne ha confessato, fornendo la poco credibile giustificazione. Ha poi detto di aver gettato la lancia in un canneto in via Fiume a Quartu. È stato un cittadino di Quartu, in totale buona fede, a contattare i padri gesuiti, e segnalare di aver recuperato lui la lancia di San Michele gettata via dal predatore, poi individuato dai carabinieri a seguito di indagini.

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