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Capoterra, armato di coltello si barrica in una stanza per due giorni

Capoterra, armato di coltello si barrica in una stanza per due giorni

A dare l'allarme gli aziani genitori. Provvidenziale l'intervento dei carabinieri. L'uomo è stato ricoverato in Tso

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CAPOTERRA. Concitati momenti ieri sera in una via del paese per un malato psichico di 47 anni che da due giorni si era barricato al buio nella sua camera da letto e non rispondeva agli anziani genitori che lo invitavano ad aprire. In particolare non voleva prendere i farmaci che un medico del servizio di igiene mentale doveva somministragli a domicilio. L’uomo era in possesso di un coltellaccio da cucina e minacciava di far male a se stesso e a chiunque avesse tentato di avvicinarsi. Davanti al rifiuto di far entrare il medico e al peggioramento della sua condizione psichica, aggravata dal possesso del coltello, i genitori e il medico hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti in breve tempo i militari del reparto operativo provinciale, agli ordini del tenente colonnello Michele Tamponi, supportati da un carabiniere del servizio speciale di assistenza psicologica che a fatica è riuscito a stabilire un dialogo con il paziente, parlandoci attraverso la porta. Ci ha parlato per oltre tre ore e intanto il colonnello Tamponi ha mobilitato la squadra specializzata in irruzioni di emergenza, giunta tempestivamente da Abbasanta. Quando il carabiniere psicologo ha convinto il paziente ad aprire la porta per consegnargli una bottiglia d’acqua, due militari sono riusciti a fare irruzione nella stanza e bloccare il malato armato di coltello. L’uomo è stato poi affidato agli operatori di un’equipe del 118 che lo hanno sedato e portato in ospedale con provvedimento di Tso. (l.on)

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