Petizione a Cagliari per salvare gli alberi centenari di viale Trieste: il Comune li vuole abbattere

Un progetto per sostituire tutte le 233 piante che ombreggiano la strada con il Pero cinese

A Cagliari ritorna Manidiforbice: sono 233, sono magnifici alberi di Ficus microcarpa, alberi centenari che l’amministrazione comunale si prepara a sottoporre a una graduale ma vigorosa cura a base di sega elettrica. Non saranno capitozzati, come accade malauguratamente in ogni quartiere senza alcun riguardo per gli effetti e senza pietà per le piante: spariranno del tutto, per essere sostituiti da alberi di Pero cinese, in grado di vivere al massimo venticinque anni e noti per l’olezzo tutt’altro che gradevole che emanano. E’ un po’ la storia dei Ficus di piazza Garibaldi, che si ripete a distanza di oltre dieci anni: a suo tempo un’amministrazione comunale diversa voleva abbatterli per via della “troppa ombra” e della “monotonia del verde” oltre che per via delle radici, che crescono a scalzano l’asfalto. La relazione in cui il responsabile del verde pubblico, lo stesso di oggi, spiegava le ragioni di quel disastro annunciato sono rimaste nella memoria collettiva. Quegli alberi erano - e grazie all’insurrezione dei cittadini ancora sono – Ficus retusa e infatti così vengono chiamati nel nuovo piano di tagli, una sorta di lapsus freudiano nel migliore dei casi, una leggerezza grave nel peggiore perché le piante di viale Trieste sono Ficus microcarpa. Comunque sia la parola magica è sempre quella: valorizzare. Gli amministratori pubblici la usano e ne abusano per giustificare colate di cemento, che dovrebbero valorizzare luoghi che hanno valore solo se liberi dall’intervento umano.

L’amministrazione guidata da Paolo Truzzu l’ha adottata con grande convinzione per trasformare lo storico viale Trieste, il più ampio e ricco di verde che Cagliari possa vantare. Sono anni che le varie giunte e lo stesso dirigente ispiratore delle giunte puntano decisamente a far piazza pulita degli alberi di Ficus microcarpa che da sempre creano con la loro austera presenza e la loro ombra l’atmosfera inimitabile del viale. I pretesti per massacrare le piante, nel corso degli anni, sono stati i più disparati: dalle bacche che creano una patina scivolosa e quindi pericolosa per i motociclisti – che nel frattempo sobbalzano avventurosamente sulle buche e sui profondi tombini di cui è disseminata la città – alle radici, che allungandosi scalzano l’asfalto e provocano altri pericoli.

Così, dopo aver offeso le meravigliose jacarande con potature di taglio nazista, adesso nella relazione intitolata “Opere di valorizzazione paesaggistica” che fa parte del progetto per viale Trieste si annuncia con orgoglio che nell’intervento di riqualificazione deliberato lo scorso 12 novembre dalla giunta saranno spesi 12 milioni di euro per migliorare la viabilità (sono 1300 metri di strada), inserire la mobilità lenta, migliorare la “fruibilità” pedonale che sarebbero poi i marciapiede e riqualificare l’area dal punto di vista paesaggistico-ambientale con attenzione al verde pubblico. Ed è qui, su questa attenzione, che una parte della città, dopo la pubblica denuncia del Gruppo di intervento giuridico, è insorta: al contrario di quanto prevedeva la relazione preliminare approvata dalla giunta il 23 dicembre 2019, si annuncia “il mantenimento della specie connotante il viale (Ficus retusa, ma si tratta di Ficus microcarpa) con razionalizzazione attuata mediante la sostituzione progressiva integrale del 50 per cento del Ficus retusa con altra specie (il Pirus Chanticleer, il pero cinese) e il rinnovamento progressivo integrale delle piante mantenute con nuovi esemplari di Ficus retusa da attuarsi entro dieci anni”.

Il Grig e le centinaia di cittadini che hanno aderito in poche ore alla raccolta di firme lanciata dall’associazione ecologista contestano apertamente questa scelta distruttiva “che appare – scrive Stefano Deliperi – in palese contrasto con il valore storico-culturale nonché ambientale del sito” anche perché i Peri cinesi, oggi tanto di moda in mezza Italia, sarebbero “completamente fuori contesto a Cagliari, improduttivi di ombra e di scarso apporto in termini di assorbimento di anidride carbonica”. Come dire: l’ideale per chi, come risulta dalla relazione per piazza Garibaldi, considera l’ombra un bene da limitare.

Quindi ci risiamo: i Ficus fanno “ troppa ombra” in una città che d’estate sopravvive a stento a temperature messicane, una scelta che sembra voler gareggiare in termini di assurdità con la spaventosa rete di piste ciclabili che ha paralizzato la circolazione. Iniziative contro il taglio dei Ficus sono in programma anche da parte dell’opposizione di centrosinistra in consiglio comunale: Francesca Mulas ha attaccato duramente il progetto Truzzu, mettendo in risalto nel suo blog la contraddizione fra una giunta che da una parte partecipa con entusiasmo al progetto “Architetture vegetali, le strade alberate” celebrando il verde storico della città, i grandi viali che caratterizzano Cagliari con le loro spettacolari chiome e dall’altra si compiono scellerati tagli nel nome della riqualificazione”. Una cosa è certa: il Comune non avrà vita facile nella realizzazione di questo nuovo attacco frontale al verde della città. Il Grig ha chiesto tutti gli atti e i documenti che riguardano il progetto, la mobilitazione è solo cominciata (m.l)

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