Dolianova, compie 103 anni e dice commosso: "La guerra è una gran brutta cosa"
Mario Corda, il più longevo del paese, ricorda la devastazione di Cagliari bombardata e commenta preoccupato la situazione attuale. Una vita di lavoro nelle campagne e di tifo per la squadra rossoblù
DOLIANOVA. “La guerra è una brutta cosa. Nonostante siano trascorsi quasi ottanta anni ho ancora negli occhi le immagini indelebili della devastazione provocata a Cagliari dai bombardamenti degli aerei alleati (americani e inglesi) durante la seconda guerra mondiale e in modo particolare quelli del 17 febbraio 1943”. Lo sottolinea con forza, visibilmente commosso, il centotreenne Mario Corda, l’uomo più anziano di Dolianova. L’ultracentenario primogenito dei due figli di Teresina Corda è nato nella cittadina del Parteolla il 13 marzo 1919, di giovedì. Tziu Mario quantunque abbia frequentato solo le prime due classi della scuola elementare sa leggere, scrivere e fare di conto. E’ stato “allevato” dalla nonna materna Filomena Cubeddu sostituitasi alla madre che faceva la collaboratrice domestica a Cagliari.
”Dall’età di 12 anni ho incominciato a lavorare – racconta -. Facevo il bracciante agricolo a giornata. Pur lavorando da quando sorgeva il sole sino al tramonto percepivo un salario modesto: appena una lira e ventisei centesimi. Venivo sfruttato. Ho dovuto stringere i denti e accontentarmi per evitare di patire la fame”. Mario Corda non ha prestato il servizio militare di leva, allora obbligatorio. “Sono stato riformato, spiega, a causa della bassa statura. Sono stato scartato perché ero alto appena 150 centimetri”. L’ultracentenario, mentre era in corso la seconda guerra mondiale, nel 1942, si è sposato a Dolianova, nella chiesa di San Biagio, con Teresa Puddu. Dall’unione sono nati due figli: Virgilio e Ettore. Mario Corda ha fatto il bracciante agricolo sino all’età di 85 anni. “Oltre che lavorare per conto di terzi, racconta, ho curato anche i miei terreni di “Is Cuccureddus, Sa Rutta, Su Putzu” che ho acquistato con i risparmi”.
Tifosissimo del Cagliari ed estimatore di Gigi Riva, che, ritiene sia stato uno dei più bravi calciatori del mondo, è stato per anni un “habituè” degli stadi Amsicora e Sant’Elia, aveva infatti l’abbonamento stagionale. “Quest’anno, purtroppo, afferma, la squadra non sta andando bene, ha disputato un girone di andata disastroso. Mi auguro riesca a evitare la retrocessione e salvarsi”. Nonno Mario a causa del covid è stato costretto a rinunciare alla passeggiata giornaliera e alle chiacchierate con gli amici per evitare il contagio al quale è esposto perché di proposito, non si è voluto vaccinare. Rimasto vedovo nel 2013, dal 2015 viene premurosamente accudito da Biagina, la badante, con la quale va molto d’accordo. L’ultracentenario attribuisce la sua longevità oltre che al fattore genetico (la madre Teresina è morta cinque mesi prima di compiere cento anni), ai fattori ambientali e allo stile di vita. Per festeggiare il centotreesimo compleanno Biagina ha organizzato una festa sobria nel pieno rispetto delle norme in vigore per arginare il diffondersi della pandemia. A Dolianova allo stato attuale vivono altri tre ultra centenari: Maria Pirarba, Efisio Boi, Francesco Piga.
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