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Detenuto aggredisce 4 agenti nel carcere di Uta, denuncia del sindacato

Detenuto aggredisce 4 agenti nel carcere di Uta, denuncia del sindacato

Il coordinatore regionale della Uil PA Polizia penitenziaria interviene sulle gravi carenze del sistema carcerario sardo

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UTA. Detenuto nel carcere mandamentale di Uta distrugge una camera detentiva e aggredisce brutalmente quattro agenti intervenuti per fermare la devastazione della stanza. Lo ha reso noto con una nota sindacale il coordinatore regionale della Uil PA Polizia penitenziaria, Michele Cireddu che ricollega l’accaduto al “fallimento dell’Amministrazione Penitenziaria, pagato dal personale carcerario”. «Raccontiamo con amarezza – denuncia Cireddu - l’ennesima aggressione a danno dei nostri poliziotti co-stretti a contrastare senza strumenti di protezione la furia aggressiva di alcuni detenuti facinorosi, nell’indifferenza di un Amministrazione gestita in maniera sempre più fallimentare».

Poi ancora: «Se le altre forze di polizia hanno avuto il taser per contrastare le aggressioni – prosegue il coordinatore di Uil Pa Polizia Penitenziaria-, ai nostri poliziotti non è stato concesso nemmeno l’utilizzo di caschi e scudi per evitare danni fisici». La situazione nel carcere cagliaritano avrebbe raggiunto, secondo il sindacalista, «il punto di non ritorno, il personale si sente letteralmente abbandonato, gli agenti lavorano senza sosta tra mille difficoltà in una gestione che lascia letteralmente a desiderare».

«Il carcere di Uta ha bisogno di un comandante e di un direttore che prendano in mano la situazione e riorganizzino tutti i processi lavorativi ma ha soprattutto il bisogno di un dirigente che abbia il coraggio ed il buon senso di autorizzare l’uso dei dispositivi di protezione quando gli agenti devono intervenire per fermare la furia aggressiva dei de-tenuti facinorosi, ma serve anche un direttore che prenda a cuore le situazioni irrisolte». Un esempio sarebbe il mancato pagamento delle missioni, con gli agenti che non percepiscono un solo euro delle missioni da 15 mesi.

«Auspichiamo che il nuovo Capo del Dipartimento Carlo Renoldi – conclude Michele Cireddu - voglia iniziare il suo mandato con fatti concreti, sono trascorse ormai alcune settimane, se il buon giorno si vede dal mattino, siamo preoccupati. La Sardegna ha bisogno urgentissimo di un Provveditore che sappia e voglia rilanciare relazioni sindacali in favore dei poliziotti, ma ha bisogno di direttori e co-mandanti che gestiscano in modo nettamente diverso gli Istituti complessi come quello di UTA». (l.on)

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