Clima di tensione per gli agenti del carcere di Uta
In seguito ai provvedimenti disciplinari presi nei loro confronti
UTA. Tensione nel carcere di Uta tra il personale di polizia penitenziaria per alcuni rapporti disciplinari ritenuti “discutibili” nei confronti degli agenti da parte di alcuni loro superiori. Lo denuncia la componente sindacale regionale Uil Pa Polizia Penitenziaria con il suo segretario regionale, Michele Cireddu, che ha già inviato in proposito una segnalazione al nuovo capo del Dipartimento nazionale della polizia penitenziaria, Carlo Renoldi, chiedendo una ispezione immediata.
“Continuano inesorabili i procedimenti disciplinari nei confronti dei poliziotti nel carcere di Uta – scrive Cireddu -, troppa rigidità per dei fatti che potevano essere risolti senza arrivare all’estrema ratio dei procedimenti disciplinari. Non pretendiamo l’immunità in caso di errori e siamo i primi a rispettare e pretendere che si rispettino le regole e gli accordi, lo abbiamo sempre dimostrato, ma leggere i contenuti di alcune contestazioni disciplinari ci lascia sgomenti. I rapporti disciplinari devono essere l’estrema ratio, altrimenti si crea un clima di tensione che deve essere assolutamente evitato prima che sia troppo tardi”. Secondo il sindacato guidato da Michele Cireddu, “il personale di Uta è costretto a turni al limite della sopportazione umana, turni notturni che si susseguono a distanza di un giorno di 12 ore continuative”. Preoccupano sempre più, data la situazione interna, i numerosissimi eventi critici ( il triplo rispetto agli altri Istituti del distretto) come gli episodi di violenza da parte dei detenuti che devastano le loro camere e si scagliano contro gli agenti che intervengono per ripristinare la normalità. “Nonostante questo – conclude Cireddu - gli agenti vengono ripagati” con l’utilizzo, a nostro avviso particolarmente frettoloso, dei rapporti disciplinari. È il momento di dire basta. Auspichiamo un immediato intervento del Capo del DAP per ripristinare un clima lavorativo sereno”. (l.on)
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