Difendere il dissenso in Russia: flash mob di Amnesty International a Cagliari
In contemporanea ad altre 30 città italiane, con l'adesione di Ordine dei giornalisti, Fnsi, Usigrai e Articolo 21
CAGLIARI. Un “flash mob” contro la repressione del dissenso in Russia, si è svolto questo pomeriggio 7 maggio a Cagliari, organizzato dalla sezione di Cagliari di Amnesty International, in simultanea ad altre trenta città italiane. Alle iniziative hanno aderito, tra gli altri, la Federazione nazionale della Stampa, l’Ordine dei giornalisti, USIGRai e Articolo 21. Le attiviste e gli attivisti di Amnesty hanno manifestato con i propri cartelli in tre punti diversi della città, raggiunti uno dopo l’altro nonostante il brutto tempo e la pioggia. Prima in Piazza S. Domenico, poi nella scalinata del Bastione S. Remy e infine nella zona pedonale del Corso Vittorio Emanuele.
Amnesty International Italia sta attuando, dal 1° all’8 maggio, una serie di manifestazioni in trenta città italiane per chiedere la fine della repressione del dissenso in Russia. «Dal 24 febbraio, primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina – è detto in un comunicato dell’associazione internazionale per i diritti umani -, migliaia di persone sono scese in piazza in molte città della Russia per manifestare il loro dissenso nei confronti della guerra. Le proteste, del tutto pacifiche, sono state disperse con una forza eccessi-va e non necessaria. Secondo l’organizzazione non governativa russa per i diritti umani OVD-Info, da allora sono stati arrestati oltre 15.000 manifestanti, molti dei quali sottoposti a pestaggi e condizioni di detenzione crudeli, inuma-ne e degradanti, e sono state avviate decine di inchieste giudiziarie».
«Oltre alle norme contro la libertà di stampa – continua il comunicato -, le autorità di Mosca hanno introdotto nuovi reati per criminalizzare il dissenso, in particolare quello di “discredito nei confronti delle forze armate russe”. Sono state applicate anche norme preesistenti, dal contenuto vago e generico, come quelle che vietano la “diffusione di notizie false”.(l.on)
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