La Nuova Sardegna

Cagliari

Uta

Detenuto prende a pugni l’infermiera e un agente

Luciano Onnis

	Il carcere di Uta
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Il carcere di Uta

La denuncia di Uil Pa polizia penitenziaria

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UTA. Grave episodio di violenza nella giornata di ieri 6 luglio nel penitenziario mandamentale di Uta. Una infermiera che stava effettuando le somministrazioni di medicinali ai detenuti è stata colpita da uno di loro al volto con due pugni, che le hanno causato la rottura di un dente e una profonda tumefazione. Un agente intervenuto è stata colpito anch’esso al volto con una scarica di pugni quando ha cercato di bloccare l’aggressore. L’uomo è stato contenuto solo con l’intervento di un altro poliziotto. Infermiera e agente aggrediti sono stati poi soccorsi dai sanitari dell’Istituto penitenziario e trasportati al pronto soccorso di un ospedale di Cagliari.

“Proprio nel giorno in cui si celebrava la festa del Corpo di Polizia Penitenziaria in ambito regionale – dice Michele Cireddu, segretario regionale di Uil PA Polizia Penitenziaria Sardegna - è arrivata la notizia dell’ennesima brutale aggressione a danno di un agente e di un infermiera che stavano svolgendo il proprio lavoro. E’ surreale pensare che ormai gli operatori rischiano la propria incolumità e vengono letteralmente esposti e abbandonati ad ogni tipo di aggressione fisica e psicologica”.

La situazione nelle carceri isolane sarebbe ormai fuori controllo: “Turni massacranti – aggiunge Cireddu -, addirittura ci segnalano che diversi agenti sono costretti a lavorare per 12 ore di fila, nessuno strumento per la protezione dalle aggressioni, nessuna linea guida, la carenza organica in tutti i ruoli e una miriade di eventi critici che sembrano non preoccupare ne il ministro della Giustizia Cartabia, ne il Capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria , che hanno di recente visitato i due maggiori istituti penitenziari isolani, ne i vertici dell’Amministrazione carceraria. Chiederemo al segretario nazionale un incontro per la grave situazione in Sardegna con il vice capo del DAP Cantone, nominato di recente, che sembra tra le figure di vertice, quella più pragmatica e potenzialmente capace di interventi concreti”.

“E’ impensabile continuare a rappresentare in solitudine lo Stato, la legalità, le regole e garantire i compiti istituzionali subendo aggressioni fisiche , psicologiche anche per 12 ore di fila – conclude Michele Cireddu -. E’ ormai una situazione al limite della legalità che merita un immediata ispezione del Dap, auspicando che l’inerzia dimostrata non sia il modus gestionale per i prossimi periodi”.

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