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Cagliari

Poste italiane, 32 nuovi contratti di lavoro a Cagliari e nelsud Sardegna

Luciano Onnis

	Claudio Puddu
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Claudio Puddu

Fra gli assunti Claudio Puddu, 48 anni, laureato al primo impiego stabile: “La stabilità economica è troppo importante”

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Cagliari A 48 anni e con una laurea in Conservazione dei Beni culturali, Claudio Puddu ha trovato finalmente un impiego stabile come portalettere di Poste Italiane ed è ultra felice di questa opportunità lavorativa. Lui è tra i fortunati ad avere sfruttato, per propri meriti, l’impegno di Poste Italiane nel creare nuove e più stabili posti di lavoro nel nostro Paese, anche in un periodo segnato dall’emergenza economica.

Sono infatti 32 i nuovi contratti, tra part-time e full-time, attualmente in attivazione nel settore del recapito della corrispondenza e dei pacchi, nella Città Metropolitana di Cagliari e nella provincia del Sud Sardegna.

eDall’inizio del 2022, sono in totale 70 i nuovi contratti nella Sardegna Meridionale tra portalettere, operatori di sportello e consulenti e, entro la fine dell’anno, sono previsti ulteriori 17ingressi nell’ambito degli uffici postali. Fra i nuovi assunti c’è appunto Claudio Puddu, applicato nel ruolo di portalettere presso il Centro di distribuzione di Pill’e Matta a Quartucciu dopo una precedente esperienza in Poste Italiane, nel 2020, con contratto a tempo determinato.

“Prima di approdare in Poste Italiane – racconta Claudio - mi occupavo di cinema come proiezionista in una multisala dell’hinterland cagliaritano, dedicandomi poi all'apicultura e alla pittura, la passione che coltivo sin da bambino. A fare il portalettere mi son ritrovato per caso e per necessità: per caso, poiché ho inoltrato la mia candidatura attraverso il sito di Poste Italiane e sono stato poi selezionato; per necessità, data la difficoltà nel trovare un lavoro stabile nel mio ambito di studi”

“Da questo lavoro mi attendo stabilità economica e continuità – continua il portalettere - per me stesso e per la mia famiglia e mi aspetto un ruolo normale poiché lo scopo principale è l'essere utili alla causa sociale. Senza una collocazione lavorativa o attività assimilabile, l'uomo si sente un pesce fuor d'acqua, a volte escluso e senza dignità sociale. Per me sarà senz'altro un lavoro di grande impegno e responsabilità, ma anche una nuova opportunità di crescita personale e professionale”.

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