«La Signora della Danza»: la storia di un’artista nel racconto di 22 appassionati narratori
Martedì 4 aprile alla Fondazione di Sardegna la presentazione del volumetto scritto da Maria Angela Sanna sulla danzatrice, coreografa e insegnante Assunta Pittaluga scomparsa nel 2016
Cagliari Assunta Pittaluga è un nome che a Cagliari, in Sardegna e nell’ambiente delle scuole di danza italiane dice sempre qualcosa. Ma adesso c’è un grazioso libretto di piacevole lettura che consegna al mondo una affettuosa biografia di questa signora, affettuosa perché raccontata dalle persone che l’hanno conosciuta. Assunta Pittaluga, danzatrice, coreografa, insegnante di danza e molte altre cose è scomparsa nel 2016 e la sua amica di sempre, Maria Angela Sanna, danzatrice in gioventù e scrittrice per il resto della sua vita, ha voluto consolare se stessa e tutti coloro che avevano amato Assunta pubblicando qualcosa sulla sua fantastica vita. Un libro gentile verso chi legge perché aperto alle storie che molti altri avrebbero potuto raccontare avendo conosciuto la Maestra Assunta Pittaluga.
Domani 4 aprile a Cagliari, nella sede della Fondazione Banco di Sardegna, dalle 18 in poi il libro verrà presentato dalla sua autrice Maria Angela Sanna, dalla giornalista Maria Paola Masala che ha curato la prefazione e da tutti gli appassionati narratori. Edizioni Della Torre, il libro si intitola «La Signora della Danza».
«Chissà che cosa penserebbe di questo abbraccio corale», si chiede Maria Paola Masala nella prefazione in cui ricorda due frasi citate dall’attrice Tiziana Troja, «Di troppo pliè non è mai morto nessuno» e anche, soprattutto, la stupenda sintesi di una vita: «Se in un luogo non ci puoi arrivare danzando, perché andarci?». Assunta Pittaluga fu a lungo una danzatrice che girava l’Italia e non solo, la morte di un fratello amatissimo la riportò a Cagliari stabilmente dove diede corso a un altro dei suoi sogni, quello di aprire una scuola di danza. Questa scuola è diventata molto presto un motore culturale dove ha trovato spazio «la sua visione totale della danza – racconta Maria Paola Masala – il suo impegno nel diffonderla e nel farla amare da tutti». Danza non solo classica, adorata, ma anche moderna, e poi rinascimentale dopo l’incontro col musicista Franco Fois anch’egli allievo per qualche anno dei corsi di Assunta.
«Una testimonianza – dice ancora Maria Paola Masala – è diversa da tutte le altre: quella del compagno Italo Medda, il pittore». Dal ricordo del compagno emerge la viaggiatrice curiosa e la osservatrice raffinata che da ogni arte imparava e in ogni arte metteva la sua passione per il movimento del corpo espressione fisica dei moti dell’anima. Nei «venti punti di vista, ciascuno a due voci, la donna che ha contribuito a scrivere la storia della danza in Sardegna» è dolcissima o molto severa, chiara nel dire, mai giudicante, forse un pochino distante, con un’apertura mentale difficile da ritrovare che si sostanziava nell’accoglienza di tutto ciò che in prospettiva faceva crescere le persone e i loro mondi. Anche chi la lasciava per prendere altre strade la poteva salutare senza disagio. Assunta aveva molta personalità, ma non il culto di se stessa, amava infinitamente quello che faceva, ma, più di una ragazzina passata nella sua scuola, all’intervistatrice un po’ commossa, dirà sempre: «Assunta mi ha insegnato il piacere della libertà». (a.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
