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Cagliari

La denuncia

Detenuto psichiatrico si avvolge nella carta e si dà fuoco: salvato dagli agenti a Uta

Detenuto psichiatrico si avvolge nella carta e si dà fuoco: salvato dagli agenti a Uta

Fais e Cireddu, dei sindacati Sappe e Uil Polizia penitenziaria: «Sventata una tragedia»

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Cagliari Si è avvolto con della carta e si è dato fuoco nel carcere di Uta. «Sabato mattina, mentre era in cella, questo detenuto si avvolgeva con della carta e si dava fuoco, diventando in un attimo una torcia umana - denuncia Luca Fais, segretario regionale del sindacato Sappe -. Grazie all'immediato intervento della sorveglianza generale e di un gruppo di poliziotti spegnevano subito le fiamme, sventando una possibile tragedia». Si tratta di una persona con problemi psichiatrici che più volte ha avuto problemi durante la sua detenzione. «Il detenuto interessato originario del nord Sardegna - aggiunge Fais - è purtroppo noto per i suoi problemi di natura psichiatrica e per i tantissimi eventi critici creati nei due anni in cui si trova recluso nel penitenziario cagliaritano».

Sulla vicenda interviene anche Michele Cireddu,  segretario regionale della UIL PA Polizia Penitenziaria . “Siamo sempre più convinti che In Sardegna ormai servirebbe un commissario straordinario per l’emergenza carceri - dice Cireddu in un comunicato - non è difficile prevedere che l’episodio non sarà di certo l’ultimo. Il detenuto in questione è stato in quasi tutti gli Istituti della Sardegna ed in ognuno di essi ha creato letteralmente lo scompiglio. Ha aggredito e minacciato di morte gli operatori, ha scatenato violenza verso altri detenuti, ha distrutto camere detentive diventando di fatto incompatibile con qualsiasi Istituto del distretto sardo. Nonostante le continue richieste di trasferimento in altri Istituti della Penisola, fa la spola tra quelli sardi , creando ovunque situazioni di pericolo per se, per gli altri reclusi e per gli agenti”.

“Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari - conclude il sindacalista -, gli Istituti sono stati trasformati in manicomi-carcere , ma le strutture non sono di certo idonee per poterlo essere, tanto meno sono presenti gli operatori sanitari in numero adeguato”

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