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Cagliari

Guardia di finanza

Evasione fiscale: imprenditore di Serrenti condannato a 5 anni di reclusione

di Luciano Onnis
Evasione fiscale: imprenditore di Serrenti condannato a 5 anni di reclusione

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Serrenti Imprenditore di Serrenti operante nel settore della distribuzione di materiale pubblicitario porta a porta, arrestato dalla Guardia di finanza della tenenza di Sanluri su ordine carcerazione emesso dal Tribunale di Cagliari. L’uomo è stato condannato a 5 anni di reclusione per reati tributari, con conferma della pena da parte della Corte d’Appello del capoluogo sardo dopo la sentenza in primo grado. Nei confronti dell’imprenditore sono state applicate le sanzioni accessorie dell’interdizione legale durante l’espiazione della pena, e quella perpetua dai pubblici uffici.

La sentenza di condanna costituisce l’epilogo di una complessa, articolata e prolungata attività di indagine avviata dalla Guardia di finanza nel 2015 nei confronti dell’imprenditore di Serrenti per operazioni sospette, sulle quali erano arrivate ai finanzieri diverse segnalazioni che hanno consentito di svelare un sistema fraudolento volto ad alienare le disponibilità finanziarie del condannato al fine di eludere, di fatto, la pretesa erariale alla riscossione coattiva da parte di Equitalia. Quest’ultima, infatti, a seguito della attività ispettiva fiscale delle Fiamme gialle, aveva iscritto a ruolo l’importo dei tributi dovuti alle casse dello Stato, emettendo nei confronti del contribuente moroso cartelle esattoriali per l’importo di circa 1 milione di euro.

In sede di accertamenti, i finanzieri hanno potuto constatare che il soggetto verificato, con l’ausilio di familiari e soggetti disoccupati in situazione di povertà, aveva eseguito ad arte cessioni di quote aziendali, nonché costituito quattro società a responsabilità limitata attraverso l’interposizione di appositi prestanome, allo scopo di continuare con queste ultime la proficua attività pubblicitaria già consolidata negli anni precedenti mediante la propria ditta individuale. Le verifiche fiscali eseguite nei confronti delle fittizie Srl hanno permesso di constatare l’occultamento di un’ulteriore base imponibile di oltre 2,800 milioni di Iva, pari a 540 mila euro dovuta alle casse dello Stato.

Per questa frode l’imprenditore deve anche pagare una sanzione amministrativa di 540.000 euro in riferimento all’impiego dodici collaboratori non regolarmente assunti. La sentenza della Corte di Appello di Cagliari, con la quale l’imprenditore è stato definitivamente condannato a cinque anni di reclusione, ha disposto anche la confisca di quanto a suo tempo sottoposto a sequestro preventivo per un valore equivalente a 1 milione di euro.

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