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Cronaca

Mario Mulas, la morte è un giallo a Cagliari: due persone fermate per rapina


	L'auto della polizia davanti all'abitazione di Mario Mulas
L'auto della polizia davanti all'abitazione di Mario Mulas

Svolta nelle indagini per il decesso dell’imprenditore nuorese: è caduto dalla finestra mentre cercava di chiedere aiuto

11 ottobre 2023
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Cagliari Ci sono due persone fermate con l’ipotesi di rapina nel giallo attorno alla morte di Mario Mulas, l’imprenditore cagliaritano di origini nuoresi di 75 anni trovato morto la scorsa domenica mattina nel piazzale dello stabile commerciale in cui abitava al primo e ultimo piano di viale Elmas 145. Le due persone fermate, un rumeno di 46 anni e una italiana di 39, entrambi abitanti a Cagliari, non avrebbero responsabilità diretta nella morte dell’uomo, ma sarebbero autori di una rapina nei suoi confronti, consumata all’interno dell’appartamento in cui il 75enne talvolta alloggiava, con sotto una rivendita di pneumatici di cui era socio proprietario assieme ai figli nella società Quemme.

Secondo le ipotesi avanzate dalla Squadra mobile della questura di Cagliari, che hanno portato ai fermi ieri notte, i due presunti rapinatori sarebbero riusciti, nella serata di sabato, ad entrare in casa dell’imprenditore, che forse già conoscevano e che pertanto li ha accolti. Ma potrebbero anche essere entrati furtivamente dato che il portoncino d’ingresso al piano terra aveva la serratura difettosa e non chiudeva dall’interno. Una volta dentro, la coppia lo avrebbe però rapinato del portafoglio e del cellulare, rinchiudendolo poi in casa. Mulas, affacciatosi poi alla finestra per chiedere aiuto o cercare di calarsi nel piazzale sottostante, sarebbe caduto all’ingiù da un’altezza di quasi sei metri, muorendo sul colpo.

I rapinatori sarebbero invece scappati con un furgone trovato nel piazzale dello stabile commerciale, ritrovato ieri dagli investigatori nel quartiere Sant’Elia. Ad incastrare i presunti rapinatori di Mario Mulas, ma non suoi assassini, sarebbe stato il DNA rilevato dagli specialisti della Scientifica su alcuni oggetti repertati in casa della vittima e nello stesso furgone. Il sostituto procuratore Rita Cariello, che ha coordinato le indagini della Mobile, ha così firmato i mandati di arresto. I due arrestati sono in carcere a Uta, già sentiti dal Pm. (Luciano Onnis)

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