Renato Soru rilancia Progetto Sardegna. Primo test le elezioni amministrative
Nella riunione dei rappresentanti territoriali ribadita la volontà di dialogo con le forze politiche di centrosinistra
Sassari Progetto Sardegna riparte, guarda alle aree progressiste e autonomiste e si rilancia nello scenario politico regionale. Oggi, 14 marzo a Oristano si è svolta una riunione dei rappresentanti territoriali alla presenza di Renato Soru che due anni fa guidò la coalizione alle elezioni regionali. In quelle consultazioni arrivò un risultato, l’8,7%, che non consentì di eleggere consiglieri nella massima assemblea sarda a causa dello sbarramento del 10%. L’ex governatore ha ribadito di non volere ruoli attivi nel movimento da lui creato, e neanche istituzionali. I presenti gli hanno comunque chiesto di continuare a contribuire al progetto, facilitando in questo modo anche un ricambio generazionale.
Oggi è stata la prima occasione di incontro che ha coinvolto una trentina di rappresentanti provenienti da tutta la Sardegna. Si è discusso dello scenario politico regionale e nella nota diffusa al termine della riunione si è fatto cenno «alle difficoltà che la Sardegna continua a vivere a due anni dall’avvio della nuova esperienza di governo. L’incontro – si legge ancora nella nota – si è focalizzato sul rilancio dell’organizzazione regionale e territoriale di Progetto Sardegna, anche in vista dell’imminente appuntamento delle amministrative». A questo proposito è stata anche presa in considerazione la possibilità di prendere parte alle comunali in alcuni dei centri interessati al voto. Ad esempio a Sanluri e a La Maddalena sarebbero già in corso valutazioni in tal senso. L’obiettivo del gruppo di Progetto Sardegna è non disperdere il patrimonio programmatico e politico che era stato prodotto in occasione delle regionali ed essere un riferimento per chi si riconosce in una forza politica con una forte connotazione autonomistica e volontà di autogoverno. «Progetto Sardegna conferma la disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche che si riconoscono nelle aree autonomista e progressista». Una frase che sottolinea come il movimento voglia rimanere nell’alveo del centro sinistra ma senza però riconoscersi nel campo largo che attualmente governa in regione. (ma.se.)
