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Scorie nucleari in Sardegna, gli Stati generali dell’isola: «Il deposito è un oltraggio alla nostra identità»

di Umberto Aime

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L'intervento di Paola Secci sindaca di Sestu agli Stati generali in Consiglio regionale (foto Mario Rosas)

In Consiglio regionale sindaci e corpi sociali dicono un no assoluto anche solo all’ipotesi di rientrare fra le otto aree in cui stoccare i rifiuti nucleari

21 dicembre 2023
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Cagliari «Siamo già terra di servitù militari e carcerarie, poi da mesi presi di mira dalle multinazionali dell’eolico, il deposito per le scorie nucleari sarebbe l’ennesimo oltraggio all’ambiente e alla nostra identità». E’ stato questo il messaggio unitario partito dal Consiglio regionale, nel giorno degli Stati generali convocati per dire no all’individuazione da parte del Comitato nazionale di otto aree idonee per ospitare il deposito.

«Ho dato mandato all’avvocatura della Regione di accedere gli atti preliminari alla mappa diffusa in questi giorni, per impugnare, se impugnabile, anche la sola pubblicazione», ha annunciato in aula il governatore Christian Solinas. «Faremo tutto ciò che è nelle nostre forze e nelle nostre competenze dal punto di vista giuridico per contrastare una decisione non giustificabile: tutte le argomentazioni tecnico-giuridiche saranno dedotte in un ricorso», ha aggiunto il presidente.

Il segnale arrivato dal Consiglio è che il fronte del no dovrà continuare a essere Comune. A rilanciare l’appello sono stato soprattutto i 14 sindaci dei Comuni chiamati in causa nella mappa: Albagiara, Assolo, Guasila, Mandas, Nurri, Ortacesus, Segariu, Setzu, Siurgus Donigala, Tuili, Turri, Usellus, Ussaramanna, Villamar.

Sul piano politico, Solinas ha chiarito che è «fondamentale mantenere il fronte comune che emerge dalla posizione di tutti noi, da mantenere al netto delle diverse bandiere. Esiste una sola bandiera su cui c’è scritto Sardegna».

«La nostra terra - hanno sottolineato i capigruppo di maggioranza e opposizione, i presidenti dell’Anci e del Consiglio delle autonomie -, non è una risorsa illimitata, abbiamo già pagato prezzi altissimi in nome del concetto di solidarietà nazionale».

Ad aprire gli stati generali era stato il presidente dell’Assemblea Michele Pais: «L’obiettivo di questa seduta, da cui scaturirà un documento unitario, è dar vita, com’è stato già in passato, a un blocco unico per fermare quella che comunque sarebbe una scelta scellerata, anche se adesso è solo un’ipotesi».

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