La Nuova Sardegna

Cagliari

Guardia di finanza

Peculato e corruzione: confiscate due ville a un imprenditore di Quartu

di Luciano Onnis
Peculato e corruzione: confiscate due ville a un imprenditore di Quartu

L’uomo era stato condannato per aver ottenuto illecitamente un finanziamento pubblico. Nell’imbroglio coinvolti anche due commercialisti e due politici uno dei quali avrebbe ricevuto denaro per favorire l’operazione

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Quartu Aveva ottenuto illecitamente un finanziamento proveniente da un Fondo pubblico cofinanziato al 50% dalla Regione Sardegna grazie anche al «fattivo aiuto ricevuto da due commercialisti e soggetti politici regionali che hanno agito in qualità di pubblici ufficiali», ed era stato condannato con sentenza irrevocabile alla pena di anni 4 e mesi 5 di reclusione per il reato di «peculato e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio».

Adesso a carico di un 55enne imprenditore edile di Quartu la Guardia di finanza di Cagliari ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Tribunale ordinario del capoluogo sardo con il quale è stata disposta la confisca di due immobili (due grandi ville) per un valore complessivo di 724mila euro. Il provvedimento fa seguito a quello di sequestro preventivo emesso nell’ottobre 2016 dal Tribunale di Cagliari – Ufficio del Gip, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sulla base dei risultati delle attività investigative poste svolte dalle Fiamme gialle.

Le indagini svolte dai militari in forza al Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo hanno permesso di appurare che l’ imprenditore, in qualità di amministratore pro tempore di una società, attraverso la realizzazione di bilanci non veritieri e di scritturazioni contabili artefatte, ha indebitamente ottenuto un finanziamento proveniente dal Fondo pubblico di “Venture Capital” cofinanziato al 50% dalla Regione Sardegna. Le Fiamme gialle hanno scoperto che l’indebito profitto è stato reso possibile dalla connivenza e dalla compiacenza dell’amministratore delegato di una società con sede in Umbria incaricata di gestire il citato fondo. Al successo dell’operazione avrebbero dato – secondo quanto accertato dai finanzieri - un fattivo aiuto due commercialisti cagliaritani e due politici regionali che avrebbero operato in qualità di pubblici ufficiali. Condotte esaustivamente ricostruite dai militari delle Fiamme gialle che hanno rinvenuto in capo all’imprenditore quartese colpito dal provvedimento elementi tali da consentire la contestazione di «fenomeni corruttivi consistenti nella concessione di una somma di denaro a favore di un politico della Regione Autonoma della Sardegna, al fine di ottenere un suo interessamento per l’ottenimento di fondi regionali di cui non aveva diritto».

«Le ripetute condotte, dissipative e distrattive della cassa e delle risorse societarie, in parte utilizzate per estinguere garanzie personali verso istituti di credito, recando pregiudizio ai creditori della società – spiega la Guardia di finanza – hanno cagionato il successivo ed irreversibile dissesto finanziario della società e un danno pari a oltre 4,8 milioni di euro, con il conseguente fallimento dell’impresa poi dichiarato dal Tribunale di Cagliari». Ulteriori approfondimenti investigativi della Finanza hanno fatto altresì emergere «ulteriori condotte illecite da parte dell’imprenditore che esponeva nella contabilità presentata al Tribunale fallimentare di Cagliari, a corredo dell’istanza di ammissione al concordato preventivo, passività inesistenti ed in particolare debiti della società per 1.530.000 euro».

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