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Iglesias, nasce un ortofrutteto nei terreni di Casa Emmaus

Iglesias, nasce un ortofrutteto nei terreni di Casa Emmaus

Duecento piante di ulivo appartenenti a quattro specie diverse sono state messe a dimora

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Iglesias Grazie al sostegno e al progetto di Enel Global Trading, nasce un ortofrutteto nei terreni della cooperativa sociale Casa Emmaus, associazione che si occupa di persone che si trovano in condizioni di marginalità e del loro reinserimento nella società. Duecento piante di ulivo appartenenti a quattro specie diverse - tra cui Bosana, Semidana, Pizz'e Carroga, Tonda di Cagliari e Nera di Gonnos - sono state messe a dimora questa mattina 21 marzo dagli assistiti della cooperativa e dai trenta volontari dipendenti Enel che hanno sposato il progetto nell’ambito della campagna “OrtoFrutteto Solidale Diffuso”, promossa da AzzeroCO2 e Legambiente «con l’obiettivo di unire la sostenibilità ambientale e l’aiuto concreto alle persone fragili, promuovendo l'inclusione sociale e le opportunità occupazionali».

Casa Emmaus da oltre 35 anni collabora con strutture accreditate della Regione Sardegna nel fornire supporto a persone che affrontano problemi psichiatrici, dipendenze patologiche, gravi povertà e a detenuti, migranti e minori. Il lavoro della cooperativa si basa sulla filosofia del mettere le persone al centro, fornendo loro le competenze e gli strumenti necessari per raggiungere l'autonomia e il reinserimento nella società.

La scelta di mettere a dimora piante di ulivo è stata motivata dalla necessità di ampliare un uliveto preesistente in modo da aumentare la produzione di olive e dare continuità ad un progetto già avviato dalla cooperativa. Alla messa a dimora dei duecento ulivi hanno presenziato Marco Favarato di Enel Global Trading, Chiara Marino, Product Specialist sostenibilità di AzzeroCO2, Sara Palliccia, project manager della campagna OrtoFrutteto Solidale di AzzeroCO2, Giovanna Grillo di Casa Emmaus e il sindaco di Iglesias Mauro Usai che ha fatto gli onori di casa. Le persone coinvolte in questo progetto socioeducativo si occuperanno anche della cura e manutenzione dell'uliveto, che sarà gestito da un referente agronomo che coordinerà, insieme agli educatori, le attività degli ospiti delle varie strutture. Le olive che verranno raccolte saranno utilizzate all’interno della cooperativa e il lavoro svolto nell’uliveto consentirà a coloro che vi parteciperanno di acquisire competenze trasversali. «Prendersi cura delle piante – è stato detto - stimolerà inoltre il senso di responsabilità e favorirà la socializzazione, contribuendo positivamente al loro benessere psicofisico». (luciano onnis)

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