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I cent’anni di Antonia Cappai di Villasalto: tanto lavoro e due passioni, il telaio e la lettura

di Gian Carlo Bulla
I cent’anni di Antonia Cappai di Villasalto: tanto lavoro e due passioni, il telaio e la lettura

Tzia Antonia è stata festeggiata dalla famiglia e dai compaesani, il sindaco Leonardo Usai in testa

07 luglio 2024
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Villasalto Festa grande a Villasalto per il centesimo compleanno di Antonia Cappai. La neo centenaria, primogenita dei due figli di Maria Gessa, casalinga, e Giovanni, contadino, è nata nel paese del Gerrei il 7 luglio 1924, di lunedì, in una modesta abitazione dell'attuale vico Marconi, nel rione di "Funtanedda". Tzia Antonia, quantunque la sua famiglia, fosse poverissima, ha avuto una infanzia e una adolescenza serena. Ha frequentato con profitto le cinque classi della scuola elementare e ha conseguito la licenza con buoni voti. Era una rara eccezione a quei tempi andare a scuola per la figlia di una famiglia povera. Lo' aveva disposto il padre Giovanni, con grande lungimiranza, che impedì, cosi', che andasse a fare la domestica in casa di una famiglia benestante come la maggior parte delle sue coetanee. «Come premio per il conseguimento della licenza elementare, mio padre, molto fiero, che aveva fatto tanti sacrifici per consentirmi di studiare, racconta nonna Antonia, per insegnarmi quanto era faticoso il lavoro mi ha quasi obbligato ad aiutarlo nella mietitura. E' stata una vera e propria lezione di vita. Ho imparato il senso del dovere e il valore del lavoro e dei sacrifici».

Antonia Cappai, nel 1943, all'età di 19 anni, mentre era in corso la seconda guerra mondiale, per affrancarsi e rendersi indipendente dal punto di vista economico e contribuire alle magre entrate familiari, ha deciso di andare a lavorare nella miniera di antimonio di "Su Suergiu", che giornalmente raggiungeva a piedi. "Ho fatto la cernitrice, un lavoro molto faticoso che mi ha consentito, però, di avere uno stipendio fisso e di potermi acquistare il corredo. In miniera ho lavorato per sette anni. Ho smesso alcune settimane prima di sposarmi".

La neo centenaria, dopo un breve fidanzamento, si è' sposata il 6 settembre 1950 con Michele Cappai, un bracciante agricolo, suo compaesano. «Il rito nuziale, sottolinea, fu celebrato nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo da don Mario Contu». Nonna Antonia ha messo al mondo 2 figli: Maria Carmine e Lucio. Oltre che ad accudire la famiglia ha aiutato il marito Michele nel lavoro dei campi. Si è sempre svegliata di buon mattino e prima di accudire alle faccende domestiche si recava nella tenuta di "Serra Peddis" per dar da mangiare agli animali che allevava per uso famiglia e zappare ed annaffiare le colture orticole. Portava le taniche dell' acqua con una carriola. Nonostante gli impegni è sempre riuscita a trovare il tempo da dedicare ai suoi hobby: la tessitura col telaio manuale e la lettura. Ha molto sofferto per la morte del marito avvenuta nel gennaio 1982. Molto socievole ama conversare e rapportarsi con tutti che la apprezzano per la schiettezza e per i buoni consigli. Nei primi mesi del 2021, mentre rientrava dal cimitero, è caduta accidentalmente e si e' fratturata il femore e un polso. Da allora è stata costretta a trasferirsi a vivere a Settimo San Pietro, dove risiedono i figli Maria Carmine e Lucio, che a turno amorevolmente la accudiscono e la coccolano insieme alle adorate nipoti Francesca, Michela, Ilaria e al pronipote Matteo. La neo centenaria, tutte le mattine aiutandosi col deambulatore fa una breve passeggiata che sostiene «è salutare e ti impedisce di oziare».

Ai festeggiamenti iniziati poco dopo la messa di ringraziamento celebrata dal parroco don Carlo Devoto ha partecipato quasi tutto il paese con in testa il sindaco Leonardo Usai che le ha esternato gli auguri a nome di tutta la comunità villasaltese. 

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