Ex calciatore di San Vito emigrato in Francia: «Forza ragazzi, da qui faccio il tifo per voi»
Gaudenzio Marteddu, 89 anni, da 58 anni vive a Bourges e segue con passione la squadra del suo paese: «Che onore ricevere la maglia biancoceleste»
San Vito Da cinquantotto anni vive in Francia, a Bourges, il capoluogo del dipartimento dello Cher, nella regione del centro valle della Loira, dove è emigrato per motivi di lavoro, come suoi altri conterranei, nei primi anni sessanta del secolo scorso. Dalla Francia continua a seguire la squadra di calcio del suo paese natale, San Vito, che disputerà anche nella prossima stagione il girone A del campionato di prima categoria.
Gaudenzio Marteddu, secondogenito dei tre figli di Giuseppina (Peppina) Utzeri, casalinga, e Luigi, falegname, è nato nel paese del Sarrabus il 19 gennaio 1935. Durante la seconda guerra mondiale, per circa due anni, è stato ospite a Bonorva, paese del Meilogu, dell’ex convento francescano dei frati minori di San Salvatore da Horta, dove ha frequentato le prime due classi della scuola elementare. In quegli anni mandare i figli in convento era una specie di espediente del quale si servivano soprattutto diverse famiglie povere per consentire ai figli di studiare e non patire la fame. Gaudenzio, però, non era portato per la vita monastica, non aveva la vocazione, e chiese con insistenza ai genitori di riportarlo a casa. Loro malgrado furono costretti ad accontentarlo. Gaudenzio rientrato a San Vito ha aiutato il padre in falegnameria e ha imparato in poco tempo i rudimenti fondamentali del mestiere. Nei momenti liberi si recava nel campetto improvvisato di calcio ubicato alla periferia del paese, nell’area dove durante il periodo estivo i contadini ammassavano il grano per la trebbiatura e i legumi e i cereali per l’essicazione, dove attualmente sorge l’ufficio postale.
«Sin da bambino mi piaceva tantissimo giocare a pallone. Uno dei miei idoli era Valentino Mazzola. All’inizio degli anni cinquanta a San Vito è stata fondata la prima società calcistica. Sono orgoglioso di avere avuto l’onore di vestire la maglia rossoblu. Facevo il centravanti e pur avendo dei limiti tecnici avevo buon fiuto per il gol. Dopo un breve fidanzamento nel 1961 mi sono sposato con Delia Meloni che mi ha reso padre di 3 figli, 2 maschi e 1 femmina. Dopo il matrimonio siamo emigrati in Francia e nonostante la grande passione per motivi di lavoro sono stato costretto con grande rammarico a smettere di praticare il calcio. In Francia ho fatto il muratore, un lavoro molto faticoso che però non mi consentiva di praticare il mio hobby. Ho sempre mantenuto forti legami con il paese dove sono nato nel quale periodicamente tornavo per trascorrere le ferie, trovare parenti e amici e incontrare i vecchi compagni della squadra di calcio che purtroppo sono tutti scomparsi. Io sono l’unico sopravvissuto».
Il racconto va avanti: «Ho appreso con grande soddisfazione che la società “GS San Vito calcio” è stata rifondata nel 1982 e che nella stagione 2014-15 ha disputato il girone A del campionato di promozione, maggior traguardo finora raggiunto. Auguro alla squadra di cuore di far bene. Ringrazio il presidente della società Luigi Pilia e il mister Angelo Padiglia per avermi regalato la nuova maglia bianco celeste che indosserò con orgoglio nelle grandi occasioni: oltre che essere tifoso del San Vito sono anche tifoso del Cagliari e sono stato un fan del grande Gigi Riva, che era l’orgoglio di noi sardi emigrati».
