La Nuova Sardegna

Cagliari

Le indagini

In cella con gli iPhone facevano pagare le telefonate agli altri detenuti: la scoperta in carcere

In cella con gli iPhone facevano pagare le telefonate agli altri detenuti: la scoperta in carcere

Tre smartphone sono stati sequestrati dagli agenti di polizia penitenziaria

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Uta Tre telefoni cellulari di ultima generazione trovati dagli agenti di polizia penitenziaria nelle celle di altrettanti detenuti del carcere di Uta. Nella serata di ieri, venerdì 6, a seguito di una attività investigativa coordinata dal sottufficiale responsabile di un reparto detentivo dell’istituto cagliaritano, con l’ausilio del personale di polizia penitenziaria in servizio, sono stati rinvenuti tre telefoni due iPhone 16 e un Motorola, completi delle rispettive schede Sim. L’operazione, curata nei minimi dettagli ed eseguita in un orario inusuale quando i detenuti non si aspettavano una perquisizione, ha consentito di cogliere in flagranza i reali possessori degli apparati, infliggendo un duro colpo a un sistema illecito che tentava di operare all’interno del penitenziario.

I possessori, infatti, da quel che risulta, concedevano l’uso dei cellulari a terzi detenuti facendosi pagare lautamente le telefonate.  Sono attualmente in corso le analisi dei dati contenuti nei dispositivi sequestrati, al fine di accertare eventuali traffici illeciti e contatti esterni riconducibili al contesto detentivo.

«Ancora una volta il personale di polizia penitenziaria dell’istituto di Cagliari-Uta si conferma presidio di legalità all’interno delle carceri» ha commentato  Luca Fais, segretario nazionale per la Sardegna del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria. (l.on)

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