La Nuova Sardegna

Cagliari

Il caso

In carcere per avere maltrattato i genitori, il giudice lo manda ai domiciliari dalle sue vittime

In carcere per avere maltrattato i genitori, il giudice lo manda ai domiciliari dalle sue vittime

Il giovane era accusato anche di estorsione

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Villasor Uscito dal carcere i giorni scorsi dopo una detenzione per maltrattamenti ed estorsione nei confronti dei genitori, il giudice gli ha assegnato gli arresti domiciliari e lui pertanto è tornato a vivere con padre e madre, ovvero le vittime dei maltrattamenti che gli erano costati la detenzione. Nonostante tanta incongruenza, il magistrato ha dovuto applicare gli articoli di legge che prevedono che il destinatario del provvedimento restrittivo domestico abbia una casa propria. In tal caso quella di famiglia. Nonostante il serio rischio che i reati passati possano essere reiterati.

È nella serata di ieri 14 febbraio che i carabinieri della stazione di Villasor hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale Ordinario di Cagliari, notificando il provvedimento della detenzione domiciliare nei confronti di un ventottenne residente in paese. Il giovane, disoccupato e già noto alle forze di polizia, era stato dimesso alcuni giorni fa dalla casa circondariale di Uta. Il provvedimento era stato conseguente a una delicata attività d’indagine legata a una serie di condotte illecite che il giovane avrebbe posto in essere ai danni dei propri genitori.

Secondo quanto ricostruito, l’indagato è ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi ed estorsione, episodi che si sarebbero protratti nel tempo fino alla fine dell’ottobre 2025. Secondo gli accertamenti dei militari dell’Arma, il ventottenne avrebbe sottoposto madre e padre a ripetute vessazioni e maltrattamenti, sempre allo scopo di farsi dare soldi da spendere in qualche esigenza personale non propriamente apprezzabile. Spedito in carcere a Uta dopo il rapporto consegnato dai carabinieri in Procura, il giudice aveva poi disposto la detenzione in carcere, tramutata l’altro giorno in arresti domiciliari.

Al termine delle formalità di rito, i militari hanno accompagnato il giovane presso la propria abitazione nel centro del paese,  individuata quale luogo di esecuzione della misura cautelare, dove dovrà permanere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Con l’auspicio che non ricomincino i maltrattamenti e le estorsioni nei confronti dei genitori che hanno dato generosamente il consenso a raccoglierlo in casa. (luciano onnis)

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