Tzia Peppina compie 100 anni: «Mangiate tutto e poco e siate ottimisti»
Grande festa per il traguardo di Giuseppina Silenu
Furtei Secondo Giuseppina Silenu, neo centenaria di Furtei, per raggiungere il traguardo del secolo di vita bisogna «mangiare di tutto con moderazione, essere sempre ottimisti, anche quando si subiscono delle delusioni, essere determinati e avere voglia di vivere».
Tzia Peppina, secondogenita dei tre figli di Maria Luigia Atzei, casalinga nonché perpetua del parroco locale, e Salvatore, bracciante agricolo, è nata nel paese della Marmilla, in una modesta casa del vico terzo di via Vittorio Emanuele. La neo centenaria ha frequentato solo le prime quattro classi della scuola elementare. Avrebbe voluto continuare gli studi, ma è stata costretta a rinunciare: sarebbe dovuta andare a Sanluri, ma non c’erano mezzi di trasporto che collegavano i due centri. A scuola era veramente brava, imparava con facilità e poi aiutava le compagne in difficoltà.
Tzia Peppina si è sposata nel 1952 con Alessandro Mocci, suo vicino di casa, che conosceva benissimo, perché quando erano piccoli giocavano insieme e si volevano già bene. «Non abbiamo pubblicizzato le nozze – racconta – ai nostri genitori lo abbiamo detto solo dopo il matrimonio, che è stato celebrato ad un' ora insolita, le tredici, a Furtei nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara. Il parroco era don Antonio Sanna. Non ricordo il giorno anche se è stato il più bello della mia vita».
«Con Alessandro – continua Tzia Peppina – eravamo molto affiatati e abbiamo sempre condiviso tutto. Andavamo insieme a caccia, a pesca, a cercare funghi e asparagi. Purtroppo non abbiamo avuto figli nonostante entrambi desiderassimo diventare genitori. Insieme, a costo di tanti sacrifici, ci siamo costruiti la casa. L’ho anche aiutato nel lavoro, mio marito faceva il muratore».
La neo centenaria dopo la scomparsa di Alessandro nel 2019 ha deciso di andare a vivere nella casa di riposo di Furtei. «Ci sono stata pochissimo perché mi sono sentita privata della mia libertà. Sono tornata nella mia casa. Adesso vivo con Miria, un’amica vedova più giovane di me. Ci facciamo compagnia e andiamo d'accordo». Entrambe le vedove vengono assistite da Maria Grazia, loro vicina di casa.
Fino a pochi anni fa tzia Peppina ha praticato i suoi hobby: il ricamo e la lettura. È stata costretta a smettere a causa della maculopatia che la ha resa quasi cieca. Tzia Peppina mangia di tutto ma con moderazione. Adora tutta la roba fritta dalle melanzane impanate, al pane raffermo con le uova “su pani indorau” e pure i fatti fritti. Evita di mangiare i pesci perché – dice – hanno le spine.
Per il centesimo compleanno Maria Grazia, la vicina, le ha organizzato una festa al centro diurno comunale e alla quale ha partecipato quasi tutto il paese con in testa il sindaco di Furtei Luciano Cau e il parroco don Alessandro Manca. Tzia Peppina, commossa dalle dimostrazioni di affetto e vicinanza, ha dato appuntamento a tutti per il centunesimo compleanno che da ottimista per natura, nonostante gli acciacchi, si augura di raggiungere.
